Auto, il governo verso l'ecobonus da 1.500 euro

Le immatricolazioni
in Italia calano del 40%. La Fiat seguirà il trend del mercato. Entro 10 giorni il pacchetto del governo: ecobonus per
l’acquisto di un’auto Euro 4 o 5 a chi rottama una Euro 0-1-2, immatricolate fino al '99. <strong><a href="/a.pic1?ID=324717">Toyota richiama 100mila Yaris</a></strong> dall'Italia: a rischio incendio

Roma - E' allarme generale per l’industria automobilistica europea, non solo per le grandi case ma anche e in qualche caso soprattutto per l’indotto. "Molto preoccupante è la situazione dei fornitori auto particolarmente esposti alla crisi a causa della dipendenza dai produttori", tuona  la Commissione Ue in un documento riservato, preparato per le riunioni di alto livello con governi e industria privata. A gennaio, in Italia, le immatricolazioni di nuove vetture in Italia dovrebbero essere calate tra il 35 e il 40% e Fiat seguirà il trend del mercato. E da Bruxelles arriva un ulterio allarme: "La crisi è generale. C'è preoccupazione per l'indotto".

Settore auto in crisi Nel documento di Bruxelles viene presentata un’analisi del mercato automobilistico europeo. Le condizioni dell’indotto devono sono preoccupanti per "il ruolo giocato dai fornitori delle case automobilistiche dato che forniscono loro due terzi dei componenti di cui è costituita un’auto". L’impatto sulle singole imprese "dipenderà dal grado di dipendenza da un singolo produttore auto o da un altro fornitore a valle". Bisogna, per esempio, valutare se le vendite sono effettuate prevalentemente a un singolo cliente o se la base della clientela è diversificata. "In tale contesto i fornitori che hanno un legame debole con i produttori sono particolarmente vulnerabili". Gli esperti di Bruxelles si rifanno alle stime della European association of automotive suppliers secondo cui un fornitore su dieci in europa "può essere minacciato dalla crisi, cosa che può avere un effetto sostanziale sia sull’occupazione che sul potere d’acquisto". La Commissione Ue punta l’attenzione sul fatto che "il settore auto in Europa è il barometro della condizione dell’economia e della fiducia dei consumatori dato che l’automobile è il bene di consumo più caro in rapporto al complesso della spesa privata". Inoltre l’accesso al finanziamento riguarda fra il 60 e l’80% degli acquisti di nuove auto. "La restrizione delle condizioni di credito combinata alla caduta dei prezzi delle azioni e degli asset immobiliari, l’incertezza generale si stanno così traducendo in una riduzione della fiducia, che è ormai a livelli molto bassi, e alla caduta del potere di acquisto". In termini assoluti ciò ha significato per il settore auto europeo un milione di veicoli in meno nei primi undici mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007. La situazione varia tra stato e stato, ma ora "il rallentamento riguarda virtualmente ogni mercato, quasi tutti i maggiori produttori hanno registrato un calo delle vendite nel 2008".

In Italia un recupero impossibile Secondo Lorenzo Sistino, responsabile brand Fiat, il calo del mercato a gennaio sarà intorno al 35-40%, rispetto a gennaio 2007. "Un recupero in questi giorni è un po’ difficile - ha spiegato Sistino - l’attesa per gli incentivi non stimolerà il mercato negli ultimi due giorni del mese ma lo farà quando ci saranno", ha poi aggiunto il manager. Riguardo all’andamento del brand Fiat, Sistino si è così espresso: "Faremo la nostra parte e seguiremo più o meno il mercato. E comunque una situazione di questo tipo ci preoccupa e come". Nel 2008 sono state vendute 191mila Cinquencento, sopra il target "di 150mila, che in precedenza era di 120mila. Per il 2009 dipende da come andrà il mercato, ci sarà un grande interesse soprattutto a seguito del lancio della cabrio a Ginevra".

Gli incentivi del governo Nessuna quantificazione delle risorse che il governo intende stanziare per il settore dell’auto in crisi ma l’impegno a presentare entro dieci giorni un pacchetto di interventi. Unica indicazione è che si tratterà di una cifra superiore ai 300 milioni circolati su alcuni media. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, impegnandosi a presentare un pacchetto "di immediata applicazione" entro dieci giorni, ha detto - secondo una fonte - che nel 2009 si registrerà una caduta delle immatricolazioni auto in Italia di 360mila unità, a fronte dei 2,16 milioni di immatricolazioni registrate complessivamente nel 2008. Il ministro, ha aggiunto la fonte, ha anche detto che è atteso un calo degli ordinativi del 55% ricordando che già nel 2008 il settore auto ha registrato un calo del 13,4%. Se la contrazione del settore auto dovesse mantenersi nell’intero 2009 ai livelli di gennaio ci sarebbe una riduzione di mezzo punto di pil con minori introiti Iva per 700 milioni, 1,3 miliardi di minor gettito fiscale e un esborso di 500 milioni per la cassa integrazione, avrebbe annunciato il governo. 

L'ecobonus da 1500 euro Un bonus da 1.500 euro per l’acquisto di un’auto nuova Euro 4 o Euro5 a chi rottama una vecchia Euro 0, Euro 1, Euro 2, immatricolate fino a dicembre 1999. È questa l’ipotesi a cui starebbero lavorando i tecnici del governo per ridare ossigeno al settore dell’auto alle prese con una crisi profonda. A gennaio, infatti, secondo le previsioni degli operatori il mercato potrebbe segnare un nuovo record negativo con un crollo delle vendite fino al 50%. Pesanti le ricadute occupazionali: secondo Confindustria nel primo trimestre 2009 se non si cambia registro, si rischia la cassa integrazione per 300 mila lavoratori, di cui 60mila dipendenti della Fiat. Gli incentivi dovrebbero andare alle auto con emissioni non oltre 140 g/km di CO2 se a benzina o 130 g/km se diesel. Il tutto abbinato all’esenzione del bollo per 1 anno, che può salire a tre anni se l’auto rottamata è una Euro 0. L’incentivo, sarebbe esteso anche se si rottama un’auto e contestualmente si stipula un contratto annuale di car-sharing o un abbonamento annuale al trasporto pubblico. L’ecobonus potrebbe essere accompagnato da un inaspimento del prelievo sulle auto di lusso fino a 500 euro che potrebbe colpire le vetture più inquinanti e di grossa cilindrata. Le indiscrezioni emerse dal tavolo tecnico riunitosi ieri a Palazzo Chigi, sarebbero un notevole passo avanti rispetto agli aiuti governativi dello scorso anno che arrivavano al massimo a 800 euro, oppure a 1200 rottamando due vecchie auto. Inoltre per l’industria dell’automotive ci saranno anche incentivi alla ricerca per i nuovi prodotti meno inquinanti e uno stanziameno per le auto ecologiche.

Polverini: "Serve rapidità" "Dieci giorni rischiano di essere un tempo troppo lungo vista la drammaticità della crisi dell’auto. La rapidità degli interventi è importante quanto l’entità delle risorse che il governo saprà mettere a disposizione", ha commentato il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, invitando il governo a  "rassicurare i lavoratori che manterranno il posto di lavoro: tanti sono in cassa integrazione e hanno già visto una forte decurtazione della busta paga". "Per la tutela occupazionale è determinante che gli incentivi da destinare alle aziende, anche legati alla ecocompatibilità, siano collegati all’impegno a non delocalizzare la produzione".