Auto, in Italia dicembre meno amaro

La crisi delle quattro ruote. Si registra "solo" un -12%. L’Unrae: "Fiammata inaspettata". Gm e Chrsyler incassano i primi soldi del fondo. Kerkorian esce da Ford

«Per una volta siamo stati troppo pessimisti: il mese di dicembre chiuderà con un dato negativo, ma meno pesante rispetto al meno 30% di novembre, il calo più evidente degli ultimi 12 anni». Secondo le anticipazioni dell’Unrae, il 2008 si appresta a chiudere i battenti in un modo un po’ più morbido rispetto alle previsioni di qualche settimana fa: l’indicazione fornita (il dato ufficiale si conoscerà martedì 2 gennaio) è di una riduzione delle immatricolazioni tra il 10 e il 12%, portando così le vendite mensili dalle 130mila unità stimate a circa 140mila. A questo punto il consuntivo 2008 sarebbe di 2,16 milioni (e non di 2,15 milioni) di automobili vendute. Senza variazioni sostanziali il calo percentuale: meno 14. Vari i fattori che avrebbero inciso sul mercato di dicembre: la solita consistente iniezione di veicoli a «chilometri zero» che permette alle case di raggiungere o avvicinarsi il più possibile agli obiettivi; l’effetto positivo delle promozioni (forti sconti e finanziamenti a tasso zero) adottate dai costruttori; la conclusione del programma degli incentivi statali valido per gli ordini sottoscritti entro domani.
«È stata una fiammata inaspettata», ribadiscono dall’Unrae, che consente al mondo dell’auto di entrare nel nuovo anno con un pizzico di fiducia in più, pur nella consapevolezza che il 2009 sarà particolarmente difficile.
L’imminente Salone di Detroit, intanto, sarà il primo banco di prova per il settore nel prossimo anno. Defezioni a parte (Nissan e Ferrari, quest’ultima ha preferito per ragioni commerciali puntare sulla rassegna di Los Angeles), tra l’11 e il 25 gennaio sotto osservazione saranno soprattutto le ex Big Three americane: General Motors, Ford e Chrysler. Le stesse, a eccezione di Ford (il magnate Kirk Kerkorian ha ceduto la sua quota), che proprio ieri hanno ricevuto dal Tesoro 4 miliardi di dollari, dei 17,4 previsti dal piano di aiuti. Per Chrysler la somma rappresenta il saldo del finanziamento, mentre per la General Motors si tratta della prima tranche. Con questo prestito i due gruppi dovranno approntare, entro marzo, un piano di rilancio in grado di garantire uno sviluppo futuro.