Auto, luglio nero in Europa

Vendite in calo del 3,9%, positiva Fiat. Iveco scioglie la joint venture con la cinese Changzou

Pierluigi Bonora

da Milano

I dati di luglio e agosto sulle immatricolazioni di automobili in Europa si conosceranno solo a metà settembre, una volta che gli uffici dell’Acea (Associazione europea dei costruttori di autoveicoli) torneranno a pieno regime dopo le ferie. Le prime indicazioni fornite dalla Vda, l’associazione tedesca del settore, parlano di un luglio caratterizzato da un calo generale delle immatricolazioni del 3,9 per cento.
In questo scenario, secondo quanto risulta al Giornale, Fiat Auto avrebbe mantenuto le posizioni di giugno, ovvero una quota mercato tra il 7,7 e il 7,8 per cento. Il marchio Fiat, in particolare, si sarebbe distinto per «la significativa avanzata». Luglio viene indicato da alcune fonti «tra i migliori mesi per il brand».
Tornando al mercato europeo nel suo complesso, i costruttori tedeschi attribuiscono il calo della domanda di autoveicoli all’aumento del prezzo dei carburanti, alla stagione estiva e al conflitto in atto in Medio Oriente, che avrebbero scoraggiato gli acquisti nonostante il lancio di nuovi prodotti e le numerose promozioni offerte dalle case automobilistiche. In calo le vendite in Italia, scese a luglio dell’11,5%, ma solo per l’eccezionalità dei dati dell’anno precedente dovuta alla fine del lungo sciopero delle bisarche. In Germania la riduzione è stata del 2,7%, in Francia e Spagna del 5%, e del 4,1% in Inghilterra.
Ieri, intanto, il quotidiano di lingua inglese Daily China ha annunciato la chiusura della joint venture tra Iveco, divisione di Fiat Group, e la cinese Changzou Changjang Bus Group. Iveco, in proposito, ha ceduto la sua quota (pari al 50%) alla cifra simbolica di un dollaro. La mossa italiana, ricorda il giornale, spiana la strada verso la nuova joint venture, questa volta con la Saic (Shanghai automotive industry corp), il maggior produttore di veicoli del Paese. La società torinese, infatti, ha già un accordo con la Nanjing Automobile Group, e le leggi cinesi, nel comparto degli autoveicoli, non permettono agli stranieri di avere più di due partnership con aziende nazionali. Iveco e Changjang Bus Group avevano siglato l’intesa di cooperazione nel 2001 con un investimento di circa 100 milioni di dollari. La joint venture, però, non ha mai funzionato a dovere e il suo destino è stato condizionato da pesanti perdite e da un management non all’altezza. China Daily rammenta infine che lo scorso anno Iveco aveva citato in giudizio Changzou per una presunta malversazione. In Borsa il Lingotto ieri ha guadagnato lo 0,49% a 11,12 euro.