Auto, luglio nero: vendite giù del 26% Soffre la Fiat

Ancora un flop del mercato dell’auto che a luglio consuntiverà un altro -26%. Lo anticipa Federauto, l’associazione dei concessionari di vetture, in attesa dei numeri ufficiali che saranno diramati oggi dalla Motorizzazione. Dalle prime indicazioni emergerebbe anche un dato pesante per il gruppo Fiat (in luglio vendite intorno a -35%, in debito di ossigeno soprattutto il marchio principe, cioè Fiat).
Per il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, che ritiene urgente un intervento concreto del governo, il dato «si avvicina molto alla realtà perché sembra che i principali costruttori abbiamo tolto il piede dalle vendite di auto “chilometri zero”. Questo perchè non si può continuare all’infinito ad autoimmatricolarsi vetture per dimostrare dati di quota non veritierì. E infatti - aggiunge - il mercato relativo ai privati, quello non inquinabile da “autoimmatricolazioni”, vede una flessione attorno al -30%». Per Pavan Bernacchi «servirebbe che il premier prendesse in mano la situazione». Come? «Da un lato - spiega - rinnovando dei bonus pluriennali per svecchiare il parco auto e incentivare le vetture a basso impatto ambientale; in primis quelle alimentate a Gpl e a metano. Dall’altro, varando una politica seria per riallineare la tassazione delle vetture aziendali agli altri Paesi europei. C’è una differenza enorme a nostro sfavore e le poche aziende che potrebbero acquistare auto, veicoli commerciali e industriali, sono costrette a mantenere i propri parchi, anche obsoleti, non sicuri e inquinanti». A premere su Palazzo Chigi perché siano riattivati i bonus su Gpl e metano, comunque, sono soprattutto i costruttori esteri. La Fiat, in questo momento, è più concentrata sugli sviluppi di «Fabbrica Italia».