Auto di lusso, locali alla moda e conti nascosti all’estero

«Quello della Narcotici è stato un lavoro eccezionale» ammette il dirigente della squadra mobile Vittorio Rizzi. Del resto non deve essere stato facile pedinare e intercettare un gruppo di persone «normali», apparentemente innocue, che non frequentavano «giri» malavitosi, sconosciuti agli informatori e che, inoltre, cambiavano di continuo le loro schede telefoniche. Questo grazie all’aiuto di Angelo D’Eri, un 42enne ex titolare di un negozio di telefonia a Opera, anche lui tra gli arrestati che, per la polizia, avrebbero conti correnti all’estero. Tra loro singolare è certamente Rocco Zinghini, un 28enne posatore di parquet dalla faccia da bimbo. Palestrato, canotta nera, sorrisino, quando si è trovato in questura il ragazzo e gli è stato detto che doveva andare in galera, ha sorriso dicendo: «Adesso dovrò spostare il matrimonio...».
«Tra locali alla moda, macchine di lusso e abiti firmati, Zinghini era sicuramente tra gli arrestati che conducevano una vita molto dispendiosa -. spiegano gli investigatori - Inoltre questo ragazzo incensurato, costituiva il contatto diretto con i Papalia, la famiglia dell’ndrangheta di Platì».