Auto: mercato in frenata, in Europa si salva solo la Volkswagen

Quinto calo consecutivo delle vendite (-8,22%). Il gruppo tedesco, unico col segno positivo (+1,4%), vola in Borsa. Fiat, cresce la quota (7,7%), ma il titolo arretra: -5. Marchionne: più di così non possiamo fare

da Milano

Quinto calo consecutivo delle immatricolazioni di automobili in Europa: con il meno 8,2% di settembre il bilancio dall’inizio dell’anno è negativo per il 4,4%. E il dato sarebbe ancora più pesante rispetto al 2007, avverte il Centro Studi Promotor, considerando le due giornate lavorative in più del mese scorso. «A parità di giorni lavorati - scrive il direttore del Csp, Gian Primo Quagliano - la riduzione sarebbe stata tra il 16 e il 17%». Male l’Italia (-5,5%), la Germania (-1,5%), il Regno Unito (-21,2%) e, in settembre, soprattutto la Spagna (32,2%). Dalla bufera continua a tenersi fuori la Francia (+8,4%) grazie al programma «bonus-malus» che penalizza le vetture che emettono tassi elevati di anidride carbonica, incentivando quelle a minimo impatto ambientale. Anche in Francia, però, secondo la Global Insight, comincerebbero ad addensarsi le nubi: una recessione tecnica «è ormai ritenuta un probabile scenario per l’economia transalpina».

Ieri, giornata in cui l’Acea ha diffuso i dati sulle vendite, la maggior parte delle case sono state penalizzate in Borsa: -5% per Fiat (a 7,73 euro) dopo un buon avvio, -12,7% Renault, -8,6% Peugeot, -10% Bmw e -9,3% Daimler. In netta controtendenza è stata invece Volkswagen (+11,6% a Francoforte), unico gruppo ad aver aumentato le vendite a settembre (+1,4%). Proprio ieri, tra l’altro, la casa di Wolfsburg ha diramato i prezzi della nuova Golf, il suo bestseller: si parte da 16.775 euro. Al Lingotto non sono bastate le ennesime rassicurazioni arrivate dell’amministratore delegato Sergio Marchionne («abbiamo confermato gli obiettivi del 2008, stiamo analizzando quelli del 2009, meglio di così non possiamo fare»). Il mercato teme infatti l’arrivo di una recessione in Europa e nel mondo. Per gli analisti, inoltre, dopo due giorni di rimbalzo che hanno portato a un recupero del 15% dai minimi, non c’è più spazio per un rialzo e il titolo Fiat paga la debolezza del settore e in generale del listino milanese. Fiat Group Automobiles, dal canto suo, in un contesto sfavorevole tiene e vede crescere la quota di mercato attestandosi al 7,7%, per un rialzo dello 0,6%. I modelli di punta del marchio Fiat, Panda e 500, continuano a primeggiare nel segmento delle city-car. Ma a sorprendere è la Lancia che cresce nei volumi (5,7%) e come quota (0,1%). In Francia il marchio guidato da Olivier François è quello che cresce di più nel terzo trimestre. Stabile Alfa Romeo in attesa dell’effetto MiTo.

Intanto, a preoccupare gli operatori, come sottolinea l’Unrae (Unione degli importatori in Italia), è la stretta data dalle società finanziarie alle concessione dei prestiti. «La restrizione del credito al consumo- osserva il segretario generale Gianni Filipponi - influenza pesantemente il commercio dell’auto nuova a livello europeo. Non bisogna dimenticare l’elevata incidenza che hanno le vendite con finanziamento che, in Italia, superano il 70% di tutte le transazioni e che in quest’ultimo periodo ha perso con tutta probabilità una ventina di punti, non per un calo nella richiesta da parte del cliente, bensí per la stretta che caratterizza oggi l’erogazione del credito a tutti i livelli». Un dato, infine, positivo riguarda l’usato dei motocicli: i passaggi di proprietà hanno fatto registrare un +11,7% rispetto al settembre del 2007. In risalita anche le radiazioni: +14,3%, secondo l’ultimo bollettino mensile Auto-Trend dell’Aci. Per le auto, invece, periodo nero anche per usato e radiazioni: -4,3% e -6,1% sul settembre 2007.