Auto pirata, muore 13enne. Arrestata donna

Nuova tragedia della strada a Roma: la ragazzina stava attraversando la strada
per gettare la spazzatura. L’investitrice è un’impiegata di 27 anni <br />

Roma - I funerali saranno a carico dell’amministrazione comunale di Ardea, quella stessa che per mesi non ha fatto niente per evitare la tragedia. Giovedì sera, alle 21.30 Batute Oueslati, 13 anni di origine tunisina, è stata travolta e uccisa da un’auto pirata sotto gli occhi della mamma, in un punto buio dove via Laurentina attraversa Tor San Lorenzo. Un punto di strada popolosissimo del comune di Ardea, dove da mesi i lampioni sono guasti e, nonostante le segnalazioni, il Comune non ha fatto nulla per ripararli. Batute, «Pasma» per familiari e amici, è morta mentre andava a buttare l’immondizia, dopo aver cenato con la sua famiglia.
Una piccola incombenza quotidiana che la tredicenne stava svolgendo, controllata a pochi metri dalla madre, che si trovava in una zona totalmente in ombra. La donna ha visto un’auto piombare sulla figlia, che stava attraversando la strada. In un attimo quel corpicino è volato in aria ed è stato sbalzato dall’altra parte della carreggiata. Alcuni passanti hanno raccontato di aver sentito un terribile tonfo e di aver visto un’auto fuggire. La macchina, secondo le testimonianze, viaggiava in direzione di Ardea, mentre il corpo della vittima è stato scaraventato con forza sulla corsia opposta, in direzione di Anzio. Batute non è morta immediatamente, ma dieci minuti dopo essere stata trasportata in ambulanza all’ospedale Sant’Anna di Pomezia.

Immediatamente sono scattate le indagini dei carabinieri della compagnia di Anzio e della stazione di Tor San Lorenzo per rintracciare il pirata. Nel pomeriggio di ieri i militari hanno ascoltato sette persone. Successivamente hanno fermato Monica I., ventisettenne incensurata, impiegata di Ardea, ritenuta la responsabile dell’investimento. La donna era al volante di una Mercedes Slk. Agli inquirenti ha raccontato di non essersi accorta nell’immediato di quanto fosse accaduto. Successivamente, dopo aver preso coscienza del fatto, la sua reazione è stata provare a occultare l’auto all’interno del garage del fidanzato. Ma individuata, è stata condotta negli uffici della compagnia di Anzio, dove dopo un lungo interrogatorio è crollata e ha confessato di aver commesso il reato. Trasferita nel carcere di Rebibbia dovrà rispondere di omicidio colposo e omissione di soccorso.
Il medico legale ha accertato che sul corpo della vittima non risultano tracce di investimento ma solo quelle di un violentissimo urto. Quindi la ragazzina avrebbe riportato lesioni mortali dovute sia al colpo dell’auto che l’avrebbe sollevata da terra, sia al successivo impatto con l’asfalto.

Ieri mattina sul luogo dell’incidente c’erano un mazzo di fiori e una foto portata da Giovanni, il padre di «Pasma». «Non ho parole siamo distrutti - ha detto l’uomo in lacrime - ci hanno portato via la nostra bambina. Abbiamo perso il nostro angelo, vogliamo giustizia». La famiglia Oueslati, che ha anche una figlia più grande e uno più piccolo, vive da venti anni in Italia e abita a pochi metri della tragedia. Lì ieri si è radunata una piccola folla di abitanti del quartiere, che ha protestato perché da mesi quel punto della strada è privo di illuminazione pubblica: si è guastata ma nessuno si è preoccupato di ripristinarla, nonostante le segnalazioni. Disperati i compagni di scuola della vittima, che frequentava la III media nella scuola Virgilio, che ieri ha aperto in lutto. I docenti hanno sospeso le lezioni per parlare con i ragazzi, tutti tra gli 11 e i 14 anni, di quanto è accaduto l’altra notte. «È un modo per far esprimere loro il dolore - racconta il preside Carlo Eufemi, che è anche sindaco di Ardea -. Conoscevo bene quella ragazza, era molto in gamba e i suoi genitori persone dignitose e per bene».
I funerali non sono stati ancora fissati, in attesa dell’autopsia sul corpo. Ma sarà indetto il lutto cittadino e le esequie saranno a carico dell’amministrazione comunale. Almeno questa volta i residenti una certezza dal comune, che per mesi ha fatto orecchie da mercante sull’illuminazione, ce l’hanno.