Auto retrò, sogno esclusivo (ma non troppo)

La spider vagheggiata da ragazzo, la super sportiva che, messa su famiglia, era fuori portata, o piuttosto la berlinetta venduta anni prima con rimpianto. Eccole lì, tirate a lucido e ormai nei ranghi dei registri d’epoca, belle e possibili: 8mila euro per una Giulia 1300 del ’74, 11mila per una coeva Fiat 124 Spider, 15mila per una Lamborghini Urraco, 6mila trattabili per una Topolino del ’49. Tra rassegne, rievocazioni storiche e concorsi, le vetture d’epoca non smettono di affascinare, in un settore capace, nonostante i tempi difficili, di una vivacità inalterata. Merito soprattutto dei collezionisti, con i pezzi di maggior blasone passati di mano a cifre da capogiro, meno della spinta dei comuni appassionati, ai quali il mercato delle storiche offre da sempre modelli per tutte le tasche. Perché a smorzarne il trasporto ci sono la crisi, lo spauracchio del redditometro e un rinnovo generazionale che stenta a trovare nei giovani nuovi entusiasti.
E le belle italiane d’antan rischiano di finire all’estero, preda dei compratori anglosassoni. E d’oltreoceano, dove le aste segnano puntualmente il tutto esaurito. Cartina di tornasole, l’annuale mostra mercato della Fiera di Padova, che ha riunito oltre 3mila esemplari d’antan a due e quattro ruote, in un animatissimo caleidoscopio di veterane, modelli evergreen e instant classic, con il contorno di modellini, oggettistica e vestiario vintage, ricambi e memorabilia. Ad alimentare le trattative sono anche i numerosi collezionisti stranieri, in arrivo da tutta Europa, e persino da India e Cina; anche se è la Germania a vivere un vero e proprio boom delle classiche.
Forte di oltre 1.200 espositori e con oltre 60mila visitatori, il Salone ha offerto lo spaccato di un settore dove business e passione si intrecciano, alimentati da restauratori, commercianti e privati, cui fanno da corollario i registri di marca capitanati dall’Asi, l’Automotoclub storico italiano, e i circoli delle veterane: Porsche, Mercedes-Benz, Mg, e poi ancora, Lancia, Alfa Romeo, Fiat, Abarth, Citroën e Jaguar. Che ha festeggiato i cinquant’anni dell’E-Type, modello icona del marchio, reso celeberrimo dai fumetti di Diabolik. E sempre Jaguar è il modello già appartenuto a Grace Kelly, un elegante Xk 150 spider in cerca di un compratore, così come le altre chicche da cinematografo, dalla rossa Thunderbird di Adriano Celentano alla magnifica Maserati 3500 Gti di Miranda Martino. La palma della più cara va a una Ferrari 275 Gtb/4 del 1967 stimata tra i 750 e i 950mila euro, seguita da un’omonima 250 Gt Lusso del 1964 (600mila) e da una Mercedes 300 Sl roadster del 1957 (450mila). Tra modelli leggendari non mancano gli esemplari curiosi: la più piccola, una Fmr Messerschmitt Kr200 (2,82 per 1,22 metri), microcar a 3 ruote con due posti in fila, che contrasta con i 7 metri della Cadillac Fleetwood Limousine. La caccia all’auto del personaggio noto resta in primo piano, sebbene non valga più tout court. La selezione, valida anche per i neofiti, consiglia di orientarsi su nuovi filoni: conta la rarità, il colore particolare, la tecnica motoristica. Ecco allora sul primo fronte le Ferrari 348 e 355, le Porsche 3000 Sc e 3.2, le Mercedes 190 Sl, sul secondo le Jaguar anni ’80, candidate a una rivalutazione. Giù anche l’auto «da matrimonio»: Bentley e Rolls Royce non vanno più. Classica sì, ma meglio se bene rifugio.