Auto in rosso: -30% Ue: "Preoccupazione su misure dell'Italia"

Perdite a due cifre: il fatturato cede il 10,3%, gli ordinativi arretrano del 15,4%. Sempre peggio il mercato delle quattro ruote: fatturato giù del 29,6%. Peggior calo dagli anni '90. Ue: "No alle misure selettive"

Roma - La crisi morde l'economia reale. L'industria boccheggia e va a fondo. L’Istituto nazionale di statistica comunica che nello scorso dicembre il fatturato dell’industria ha perso il 10,3 per cento. Un tonfo violento. Nullo, però, se paragonato a quello registrato nel settore delle quattro ruote dove il fatturato è diminuito del 29,6%: -32,9% a livello nazionale, -24,5% all'estero. A conti fatti si tratta del peggior calo dal 1993. E da Bruxelles l'allarme della Commissione europea: "C'è preoccupazione per le misure italiane".

Giù fatturatoe ordinativi industriali Fatturato e ordinativi in calo nell’industria. L’Istituto nazionale di statistica comunica che, sulla base degli elementi finora disponibili, nel mese di dicembre 2008 l’indice del fatturato dell’industria, calcolato con base 2000=100 sul valore delle vendite espresse a prezzi correnti, è risultato pari a 106,8 segnando una riduzione del 10,3 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il fatturato è diminuito dell’11,4 per cento sul mercato interno e del 7,6 per cento su quello estero. L’indice degli ordinativi è risultato pari a 101,4, con una flessione del 15,4 per cento, derivante da una contrazione del 13,1 per cento sul mercato interno e del 19,7 per cento sul mercato estero. Gli indici generali destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi sono risultati pari, rispettivamente, a 107,6 e 98,9 presentando, nel confronto con il mese precedente, una diminuzione del 3,8 per cento, il primo, e del 2,0 per cento, il secondo.

Il confronto con il 2007 Confrontando la media del 2008 con quella del 2007, il fatturato dell’industria ha registrato una flessione dello 0,3 per cento, quale sintesi di un calo dello 0,5 per cento sul mercato interno e dello 0,1 per cento su quello estero. Nello stesso periodo gli ordinativi hanno registrato una riduzione del 3,2 per cento, derivante da una contrazione dell’1,3 per cento per gli ordinativi provenienti dal mercato interno e del 6,6 per cento per quelli provenienti dall’estero, continua l’Istat. Nel mese di dicembre 2008 l’indice del fatturato è cresciuto, rispetto allo stesso mese del 2007, del 3,2 per cento per i beni di consumo (meno 11,4 per cento per quelli durevoli e più 6,5 per cento per quelli non durevoli); si sono invece registrate diminuzioni tendenziali del 28,8 per cento per l’energia, del 16,3 per cento per i beni intermedi e del 10,2 per cento per i beni strumentali. Gli indici destagionalizzati del fatturato registrano, rispetto a novembre, un aumento dell’1,7 per cento per i beni di consumo (meno 0,3 per cento per quelli durevoli e più 2,0 per cento per quelli non durevoli) e variazioni negative del 10,9 per cento per l’energia, del 7,5 per cento per i beni intermedi e del 3,1 per cento per i beni strumentali. 

Il crollo di dicembre In dicembre, nel confronto con lo stesso mese del 2007, l’indice del fatturato ha segnato variazioni positive nei settori delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (più 11,4 per cento) e dell’industria della carta, stampa ed editoria (più 1,2 per cento); le diminuzioni più significative hanno riguardato le raffinerie di petrolio (meno 28,3 per cento), l’estrazione di minerali (meno 26,5 per cento) e la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (meno 18,1 per cento). Nel medesimo periodo, l’indice degli ordinativi ha segnato variazioni negative in tutti i settori, con le diminuzioni più marcate nella produzione di metallo e prodotti in metallo (meno 21,4 per cento), nell’industria del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (meno 20,1 per cento) e nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (meno 19,8 per cento). 

Il panico nel settore auto La media annua del fatturato nazionale per gli autoveicoli a dicembre si è attestata a meno 7,6% che rappresenta il peggior dato, a prezzi correnti, dal 1993. Stando ai dati resi pubblici dall’Istat si nota che per quanto riguarda la media annua degli ordinativi totali a dicembre è scesa dell’11,4%, il dato peggiore dal 1992. Per quanto riguarda invece il dato tendenziale del fatturato, sempre in relazione agli autoveicoli, a dicembre è calato del 29,6% mentre gli ordinativi hanno registrato una contrazione del 33,3%.

La preoccupazione dell'Ue La Commissione europea nutre "qualche preoccupazione" sugli aiuti previsti dall’Italia al settore dell’auto. E secondo il portavoce della Commissione europea Jonathan Todd "oggi stesso parte una lettera per avere chiarimenti entro cinque giorni". Per ora la commissione dispone soltanto di informazioni stampa, secondo le quali "il sostegno sarebbe legato alla firma di un protocollo con il governo, protocollo da firmare entro trenta giorni dal decreto". Secondo Todd, "se così fosse, l’aiuto sarebbe discriminatorio, selettivo, e contrario alla libera circolazione dei beni".