Auto Saltano i vertici di Gm e Peugeot-Citröen

Doppio terremoto nel mondo dell’automobile sulle due sponde dell’Atlantico, con i capi-azienda di General Motors e Peugeot che lasciano in modo traumatico le rispettive società. Negli Usa l’ad della General Motors, Rick Wagoner ha lasciato il suo posto su precisa richiesta del presidente Usa Barack Obama alla vigilia della presentazione del piano stilato dal governo per rilanciare il settore auto. Obama ha annunciato che la stessa General Motors e Chrysler dovranno procedere a una ristrutturazione più profonda prima di ricevere ulteriori prestiti dal governo. Entrambe le società sopravvivono grazie a un aiuto pubblico di 17,4 miliardi di dollari. Ribaltone anche per il maggior gruppo automobilistico francese, alle prese con una crisi che ha mandato in rosso i suoi bilanci. Il consiglio di sorveglianza di Psa Peugeot Citroën ha messo ieri bruscamente fine al mandato dell’ad Christian Streiff che a giugno sarà sostituito da Philippe Varin, ex proprietario del gruppo siderurgico Corus. Il gruppo Psa, come Renault, ha ottenuto dallo Stato francese un prestito di 3 miliardi per uscire dalla crisi.
In un’intervista tv il presidente Obama ha detto che i colossi automobilistici non hanno ancora fatto abbastanza per diventare «essenziali, efficienti e competitivi». Non ha illustrato i dettagli del piano, ma ha detto che le case automobilistiche devono ancora lavorare per ridurre i costi a fronte del calo della domanda. «Questo - le parole di Obama - significa una serie di sacrifici da parte di tutti gli attori: manager, dipendenti, azionisti, creditori e fornitori. Tutti devono venire e sedersi attorno al tavolo dicendo quanto è importante prendere provvedimenti seri sulla via della ristrutturazione per mantenere un futuro roseo». Gm e Chrysler hanno ottenuto delle concessioni da parte del sindacato dei lavoratori del settore per far sì che il costo del lavoro sia in linea con quello delle case giapponesi che gestiscono aziende negli Usa.