Auto, spieghiamo perché è meglio l'uso del possesso

Nel nuovo millennio che avanza cambierà anche il modo di acquistare e possedere un'auto, totem meccanico della modernità? E l'utilizzo di un'auto costosa, ma con un alto valore di rivendita potrà costare meno di una vettura media? Cambiano le mode e i costumi, le necessità e le tendenze. Le crisi incalzano, in questo inizio di secolo, che annuncia vere rivoluzioni nella vita di tutti i giorni. Si ridisegnano scenari e prospettive anche alla luce di innovative tecnologie. Perché, allora, non provare a cambiare anche il modo di acquistare, possedere, vivere e gestire il mezzo più usato da tutti, ritrovando una rinata vitalità nel fruire dell'oggetto del desiderio?
Già, perché tra uso e possesso, senza scomodare economisti e sociologi, può esserci una grande differenza. Se lo sono domandato, trovando anche una risposta - con qualche riferimento a Jeremy Rifkin, guru della nuova economia - un gruppo di manager del mondo dell'auto, che dopo una decennale storia professionale tra Europa e Usa hanno fatto bene i conti su costi e benefici, proponendo la vendita e l'acquisto intelligente, basato sul costo mensile di utilizzo dell'auto. Adesso stanno rivoluzionando il modo di vendere automobili, ridisegnando una nuova frontiera nell'universo dell'automotive.
Oggi, quasi tutte le case automobilistiche seguono con attenzione questa nuova visione, vedendo incrementare, grazie ai rinnovi, il flusso delle proprie vendite. E quelle che hanno creduto e programmato questa scelta da tempo, constatano dati di mercato chiari: un cliente su cinque, predilige la nuova formula e alla fine del ciclo pianificato di sostituzione dell'auto, con valore futuro garantito, il 40% dei clienti si fidelizza e la rinnova, avendo sempre un'auto nuova. Da quando infatti è nata nel 1994, The Academy, con i suoi 30 componenti, ha già realizzato oltre 28mila giornate di formazione per i concessionari e i venditori - rivoluzionando di fatto il modo di vendere e comperare l'auto - e sta già applicando la fortunata formula, anche al mondo delle due ruote e, in futuro, della nautica.
«Abituiamo fin da subito venditore e cliente - spiega il presidente Giovanni De Paoli, dal 1988 nel mondo dell'auto - a non ragionare più in termini di prezzo, ma di costo di utilizzo del veicolo. In un mondo che cambia velocemente, proponendo nuovi concetti e modelli di società e di mobilità, abbiamo provato a rimettere in discussione anche quello di possesso e di fruibilità. Sfatiamo il concetto del “tutto mio” e, quindi, di possesso della vettura e del suo costo globale. Con il programma TCM si evitano i costi di manutenzione e riparazione e si può avere una macchina sempre nuova, non si teme più l'invecchiamento del mezzo, gestendo l'acquisto in modo più intelligente. Infatti, noi indichiamo alle case e ai concessionari la strada per non vendere l'automobile parlando solo di prezzo, ma spiegando al cliente il concetto di costo mensile di utilizzo, evitando di indebitarsi con lunghi finanziamenti, anche a tasso zero».
Se acquistiamo un'auto, dopo il terzo anno, abbiamo già perso una buona quota del valore d'acquisto. Con il tempo dovremo aggiungere i costi dei tagliandi, del cambio gomme e quant'altro per tenerla in efficienza: ci ritroveremo con un mezzo obsoleto, senza poter recuperare i soldi spesi in manutenzione; inoltre, sempre meno rivendibile.
Solo rivendendolo, dopo anni, capiremo quanto effettivamente ci è costato. «Il ciclo di sostituzione pianificato del mezzo - spiega De Paoli - offre invece al cliente la possibilità, alla fine dei 24 o 36 mesi di utilizzo, di cambiare, lasciare o tenere la macchina.
Semplificando il concetto, se la macchina costa 20, 10 saranno la parte che il cliente verserà nei primi due anni (in contanti o con un finanziamento), mentre i restanti 10 saranno il valore futuro garantito. Passati i due anni, il cliente in base al reale valore di mercato della sua vettura potrà effettuare una delle tre scelte. E se la sua vettura presumibilmente varrà più del valore futuro garantito, la differenza potrà essere utilizzata come parte dell'anticipo sulla nuova auto. Di contro al concessionario resta una macchina quasi nuova, ancora rivendibile. Si avrà, così, un'auto sempre nuova, pagandone solo il costo di utilizzo».