Auto, torna l’ incentivo alla rottamazione

Ennesimo ripensamento: ripristinati gli sconti a chi sostituisce una vettura o una moto inquinante con una «pulita»

Pierluigi Bonora

da Milano

L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, alza la voce, chiedendo al governo di riprendere in considerazione gli incentivi, e Palazzo Chigi si prepara all’ennesimo dietrofront. Il plauso da parte del mondo dell’auto è immediato, ma la confusione tra i consumatori resta. La maggioranza sembra ora orientata a reinserire nella manovra una serie di misure per favorire la rottamazione dei veicoli inquinanti e gli acquisti di nuove vetture. L’ipotesi è stata anticipata dal sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, dopo che il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, lunedì aveva lasciato aperto uno spiraglio come risposta alla requisitoria di Marchionne. «L’importante - ha commentato Massimo Pasanisi, presidente di Ford Italia - è che ora si arrivi a una decisione vera. Il ruolo della Fiat dietro la decisione del governo? Una Fiat tornata forte non fa altro che aiutare l’intero settore». «Il recupero degli incentivi - per Gianni Filipponi, segretario generale dell’Unrae (le case estere che operano in Italia) - salverà il settore da un sicuro rosso nel 2007. La cosa bella è che tra le parti politiche con cui mi sono confrontato nessuno si è preso la paternità della cancellazione dei bonus».
Gli incentivi, prima previsti e poi annullati nel decreto fiscale, dovrebbero essere inseriti nella Finanziaria al Senato. Per il momento sarà un ordine del giorno al decreto fiscale, all’esame di Palazzo Madama, ma il governo - secondo il sottosegretario Grandi - è «politicamente d’accordo». A questo punto il ministero dell’Economia deve solo valutare la quantità di risorse disponibili per poterle utilizzare a favore dello svecchiamento del parco auto (su 38 milioni di veicoli, il 40% è rappresentato da vetture Euro 0 ed Euro 1, le più inquinanti). «C’è ancora qualcosa da parte - spiega Grandi - ma prima dobbiamo aspettare l’approvazione del decreto».
La misura prevista in un primo tempo prevedeva il bollo gratis per due anni per chi rottamava la vecchia auto e acquistava vetture ecologiche (Euro 4 ed Euro 5) e il bollo gratis anche per chi vendeva la vecchia moto e ne comprava una in linea con la norme Euro 3. Le risorse a cui il governo può attingere sono 141 milioni per il 2008 e 147 milioni per il 2009 che il decreto fiscale aveva messo tra gli incassi, ma che non sono stati ancora utilizzati per altre coperture. «Trovate altre fonti per il 2007 - ha aggiunto Grandi -, il problema si potrà così risolvere». Da parte sua il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ieri a Milano per l’apertura del Salone della moto si è soffermato sui nuovi balzelli a carico di automobilisti e motociclisti. «Il rischio di una penalizzazione del settore - ha sdrammatizzato Bersani - va ridimensionato, perché il carico aggiuntivo fiscale per il comparto sarà complessivamente di solo 50 milioni e, quindi, non è così rilevante». Le preoccupazioni comunque rimangono. «Dopo gli aumenti del bollo auto - sottolineano le associazioni dei consumatori Codacons e Contribuenti.it - sono arrivati nuovi aggravi. Un emendamento alla Finanziaria farà salire infatti i costi relativi alle patenti (rilasci, conversioni, duplicati) e anche quelli delle omologazioni e delle revisioni. Una stangata che va ad aggiungersi alle tante spese legate all’auto, prime fra tutte benzina e polizze Rc, che pesano in maniera non indifferente sui bilanci familiari». Il 22 novembre le associazioni dei consumatori daranno vita allo «sciopero degli automobilisti».