Auto travolge uno scooter, muore una ragazza

La vittima, 17 anni, era sul motorino guidato da un amico rimasto ferito

Ancora sangue sulle strade della Brianza. Ancora croci sull’asfalto. Ad aggiornare il luttuoso elenco c’è il nome di Anna, una giovane diciassettenne di Seregno.
L’altra sera la ragazza viaggiava sul sellino posteriore dello scooter Yamaha guidato dall’amico Alessio, di 22 anni. Forse per una mancata precedenza, o forse per la velocità sostenuta, all’incrocio tra via Einstein e via Pacini lo scooter ha violentemente urtato contro un’Opel Zafira. Al volante dell’auto una donna di 37 anni, che trasportava sul sedile posteriore il figlioletto di 4 anni.
L’impatto è stato violentissimo, la giovane studentessa è stata sbalzata dal sellino e, dopo un impressionante volo di una decina di metri, è rovinosamente piombata sull’asfalto. Per i due ragazzi doveva essere una serata di divertimento. Invece, si è trasformata in tragedia.
Qualcuno chiama il 118. Scattano immediatamente i soccorsi. Passano dieci minuti e la ragazza è al pronto soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza, dove i medici tentano inutilmente di rianimarla. Il cuore della studentessa cessa di battere, per le gravissime ferite riportate, qualche ora dopo il ricovero nel reparto di terapia intensiva.
Il centauro è caricato su un’ambulanza che arriva alla struttura sanitaria di Desio. I dottori dopo le cure del caso lo giudicano guaribile, salvo complicazioni, in una trentina di giorni. Anche la donna alla guida della Opel e il piccolo devono ricorrere ai medici dell’ospedale di Desio. La loro prognosi è di una settimana.
La sequenza del drammatico incidente stradale è ancora da chiarire. Inoltre, non ci sono testimoni. Per questo il rapporto degli agenti della Polstrada e di quelli della Polizia Locale abbonda di «si presume».
Si presume, quindi, che la Yamaha si sia trovata la strada sbarrata dall’auto e a nulla è servito il disperato tentativo del giovane di bloccare il mezzo per evitare il tremendo impatto. I mezzi sono stati sequestrati, e ora sono a disposizione della magistratura.