Autobiografia goliardica della nazione

Maurizio Cabona

Notevole professionalità e relativa arte del cinema italiano sopravvivono nei film di Pieraccioni e di Boldi & De Sica, visto che ormai Muccino è espatriato e Verdone ormai ricalca Muccino. Neri Parenti - regista di fiducia di Boldi & De Sica - è dunque quel che erano Gualtiero Jacopetti e Sergio Leone, con la differenza che i suoi incassi si fermano al Gottardo. Solo gli sfondi dei suoi film vanno oltre, anzi sono ormai tanti come i pieghevoli in un’agenzia di viaggi. Quest’anno, Natale a Miami. Si replicano le situazioni dei Natali precedenti, rappresentando ancora una volta la lussurietta da «fascia alta del ceto medio». Assistito nella sceneggiatura da Fausto Brizzi e Marco Martani, Parenti è ormai il Camerini del tardo-consumismo. Non odia i personaggi che l’hanno reso tale, eppure il quadretto dell’Italia che esce dai suoi film è acre, meno grottesco che raccapricciante. Poiché i tempi sono più celeri, Parenti non dovrà nemmeno morire - come Totò o Franchi & Ingrassia - perché si scriva di lui che è un bravo regista. Lo facciamo noi. Aggiungendo che è il critico forse inconsapevole ma certo sereno d'una crisi consapevole e compiaciuta.
Natale a Miami ha motivi di parere volgare, fra mariti cornuti (Boldi e De Sica) e amici cornificatori (Massimo Ghini), zuppe di testicoli umani e fellatio da pianta carnivora (tratta dalla Piccola bottega degli orrori di Corman o da quella di Oz). Ma ha senso insultare lo specchio, anziché chi vi si riflette? Se i film di Parenti non fossero l'autobiografia della nazione, milioni di italiani - refrattari al cinema italiano - farebbero un’eccezione proprio questi film?
La dimensione sociale - più che cinematografica - dell’opera di Parenti evoca ormai anche quella di Matarazzo. Manca il capolavoro, ma c’è il successo: è d’impronta goliardica, talora sordida, mentre quello di Matarazzo era d’impronta patetica, talora edificante. Ma ognuno vive nei tempi suoi e Parenti fa quel che Matarazzo farebbe, se ci fosse ancora. E poi la chiave del successo di Natale a Miami - come degli altri Natali - è l’autoparodia. A parte quello di vedere poca Miami e tanti sponsores, un solo motivo di rammarico: pensare che cosa farebbe Parenti se, dal produttore Aurelio de Laurentiis, avesse questi mezzi per una satira invece che per una farsa.


NATALE A MIAMI di Neri Parenti (Italia, 2005), con Massimo Boldi, Christian De Sica, Massimo Ghini. 97 minuti