«Un’autobiografia per raccontare papà Claudio»

Sette febbraio 1987, serata finale del Festival di Sanremo. Dopo il Tg1 di mezza sera e prima della proclamazione dei vincitori, un mesto Pippo Baudo si presentava sul palco dell’Ariston, annunciando la scomparsa, oltre che di un caro amico, di uno dei simboli della canzone melodica italiana e di Roma in genere, emblema di Trastevere, dove era nato. Claudio Villa, il «Reuccio» (così era soprannominato) aveva appena compiuto 61 anni. Un personaggio senza peli sulla lingua, con un carattere polemico, pane al pane e vino al vino; uno a cui dava fastidio il bluff, avverso ai beniamini costruiti in sala di incisione, che si divertono solo, come diceva lui, «a prendere per i fondelli il pubblico». Un’avversione che lo indusse, durante un’intervista, a parlare di «gente che viene qui, se guadagna li milioni, se becca un sacco de sórdi... ma vói cantà?» Un personaggio difficile, dunque, ma profondamente buono. Così almeno lo descrive chi lo ha conosciuto, anche se non in maniera totalizzante come avrebbe voluto: Manuela Villa, la figlia (insieme a suo fratello Claudio jr.) avuta fuori dal matrimonio da Noemi Garofalo. Oggi Manuela Villa ha 41 anni e il suo compleanno, ironia della sorte, coincide con il giorno della morte del padre. A 41 anni Manuela ha deciso di cimentarsi anche nella scrittura, raccontando la sua vita e il suo rapporto con quel padre che ha scoperto per caso, in un’autobiografia, L’obbligo del silenzio (Armando Curcio Editore), nelle librerie il prossimo 16 febbraio. Un’autobiografia che ripercorre, tra le altre cose, una battaglia durata più di venti anni, per ottenere il riconoscimento della paternità chiesta da lei e suo fratello Claudio, fino al sì definitivo della Cassazione nel maggio 2004. Un percorso ad ostacoli che, però, non ha scalfito l’amore che Manuela nutre per papà. «Un amore così grande», verrebbe da dire, parafrasando quel brano preso in prestito da Mario Del Monaco, oggetto di un duetto virtuale (osteggiato dai soliti benpensanti ma gradito al grande pubblico, tanto da generare spontanee standing ovation) sul palco dell’Ariston. Quello stesso palco che ha visto Claudio Villa vincitore ben quattro volte. Ma protagonista una vita intera.