Autodromo e campo da golf: «Corto circuito» Monza-Milano

Faglia vuol rivedere la concessione dell’impianto e ridimensionare il green : «C’è un accordo» Ma il Comune replica: «Scorretto: è tutto falso»

Una lettera di Palazzo Marino smentisce Michele Faglia e accusa il sindaco di Monza di aver compiuto l’ennesimo «sgarbo istituzionale». A preannunciarla è l’assessore Maurizio Cadeo che non ne può più «delle scorrettezze di un amministratore che si comporta da pinocchietto, da despota capriccioso piuttosto che da sindaco illuminato».
Valutazione esagerata? Be’, andiamo con ordine. Il primo cittadino monzese afferma di avere «concluso definitivamente il confronto tra il comune di Monza e quello di Milano in merito all’area del golf nel parco di Monza» con tanto di pubblicazione di avviso di gara e, attenzione, anche con «la richiesta di restituzione all’uso pubblico di dieci ettari».
Sì, avete letto bene: Monza e Milano avrebbero raggiunto - secondo il sindaco uscente Faglia - un’intesa sui 94 ettari occupati dal golf club (sui 732 del parco) e con tanto di restituzione di dieci ettari «compreso l’antico fontanile della Pelucca». E, sempre nella versione del sindaco «pinocchietto», il tutto sarebbe stato deciso in una riunione inter-istituzionale avvenuta lo scorso 22 marzo.
Peccato che, denuncia Cadeo, sia «tutto ma proprio tutto inventato»: «Milano non ha mai sottoscritto alcun accordo con il Comune di Monza per quell’area del golf che Faglia e i suoi pasdaran vorrebbero cancellare mentre Palazzo Marino intende riconfermare poiché si tratta di un’attività sportiva compatibile con il parco». Come dire: «Faglia non riesce ad ammettere che quel campo da golf è di tutti i monzesi, nessuno escluso: infatti, da quella struttura la comunità circostante trae vantaggio. E, comunque, Faglia è scorretto soprattutto perché vagheggia di un accordo che non è mai - ripeto, mai - stato firmato». Già, «solo sindaco e giunta» insegna Cadeo a Faglia «possono firmare» e « non c’è alcuna autorizzazione o decisione in merito».
Milano che possiede il cinquanta per cento del Parco di Monza intende valorizzarlo a 360 gradi. Compito che il sindaco Letizia Moratti ha affidato «alla direzione generale» attraverso «un tavolo di studio e di confronto». Occasione «unica», ribadisce l’assessore Verga, per «raggiungere il duplice obiettivo di valorizzare e razionalizzare l’uso della “risorsa” parco, perseguendo obiettivi condivisi di tipo culturale e ambientale in un quadro di equilibrio economico-gestionale». Tavolo che Faglia considera «di troppo»: «Si ricandida al governo di Monza e tenta di darsi un’immagine decisionista giocando però su scelte che non danno alcun valore aggiunto al futuro di Monza, che sta a cuore alla Cdl» chiosa Cadeo.
E da una cartelletta spunta anche un appunto sull’autodromo di domani: «Rinnovo della convenzione per 20 anni, con rilancio degli eventi». E pure di questo, Faglia, non sa niente. O, meglio, per lui l’autodromo è solo «un pollo da spennare, dimenticando che quel canone d’affitto va solo ritoccato e non duplicato».