Autogrill, il porto franco degli ultrà

Con gli stadi «militarizzati», i tifosi violenti si sfogano con agguati, devastazioni e furti nelle stazioni di servizio

nostro inviato ad Arezzo

Tra decreti e norme anti-ultrà si è fatto dello stadio un bunker. Inattaccabile. Inavvicinabile. Nella foga di fronteggiare la violenza nel calcio, però, il governo si è dimenticato delle autostrade, dove le opposte tifoserie viaggiano senza scorte e vengono domenicalmente a contatto fronteggiandosi negli autogrill e nelle piazzole di sosta. Zone franche dove è ammesso di tutto: dal pestaggio ai furti, dalla sassaiola ai coltelli. Un fenomeno in crescente evoluzione, stando ai dati della speciale «squadra stadio» della Polizia di Stato organizzata in sottosezioni e dislocate in ogni divisione Digos delle questure, Arezzo inclusa. La «moda» degli autogrill si fa beffa dei divieti di polizia e degli inutili spiegamenti di forze: stando alle ultime relazioni, infatti, dall'inizio del campionato gli episodi non si contano più. Oltre 300 (una settantina le denunce), quando il numero è calcolato per difetto. Spesso gli ultrà si danno appuntamento agli autogrill, altre volte è più semplicemente il caso, l'incontro fortuito, che scatena la scintilla sia se a confrontarsi con cinghie e bottiglie sono gruppi organizzati, sia se a litigare sono singoli tifosi.
Dati sconvolgenti che confluiscono, inutilmente, negli uffici dello speciale «Osservatorio sulle manifestazioni sportive» che proprio l'altro ieri - su segnalazione della squadra stadi - aveva consigliato di monitorare i tifosi juventini «protagonisti di ripetute criticità sia allo stadio sia nelle vie di trasporto dall'inizio della stagione». Non ultimi gli episodi sulla A1 dove hanno messo a segno una serie di furti negli autogrill in occasione della partita con la Roma, e prima ancora all'area di servizio di Magra Est sulla A12, vicino a La Spezia, e ancora presso l'area Chianti in Toscana. Per non dire di quelli dell'Inter «resisi responsabili di gravissimi episodi di saccheggio in un autogrill a Cigliano, in provincia di Vercelli, molti dei quali ripresi attraverso il sistema di vigilanza interno». L'analisi della sezione stadi è spietata: «Se si registra un calo delle azioni violente nelle zone presidiate intorno agli stadi, il problema dello spostamento dei tifosi, in pullman o in auto» è ancora lontano dall'essere risolto. «Gli scontri e i contatti lungo le arterie autostradali sono cresciuti dall'inizio dell'anno. Si registrano tafferugli in ogni zona d'Italia». Segue uno sterminato elenco di stazioni di servizio prese di mira dagli ultrà. Autogrill saccheggiati o devastati, aree di servizio utilizzate per regolare conti. Sassaiole, lanci di sassi e bottiglie, cariche e fughe. Il tutto avviene, spesso, senza la presenza di poliziotti perché a fronte di scontri con 100/200 persone, una volante della Polstrada può davvero fare poco. Sono una settantina (72 per la precisione) dislocati nel cuore del Paese gli autogrill più gettonati dai teppisti, che se ne infischiano degli unici controlli previsti: quelli di routine ai caselli, che servono a poco visto che i gruppi organizzati partono in orari scomodi ed escono dalle autostrade per arrivare allo stadio seguendo percorsi alternativi.
L'elenco degli assalti è in continua evoluzione, come da statistica: si va dal tifoso a cui è stata massacrata la testa e la milza a Roncobilaccio agli assalti scientifici durante l'ultima trasferta dei partenopei a Empoli, per passare alle recenti devastazioni dei supporter viola alla stazione di servizio di Fabro. Una ventina di ultrà laziali è stata bloccata con coltelli e machete a fine settembre mentre si riprometteva di intercettare, in un autogrill, un gruppo di tifosi napoletani diretti al Nord. Quelli del Livorno son caduti all'autogrill di Acireale in un agguato organizzato da tifosi catanesi, quelli di Sampdoria e Perugia son venuti alle mani all'autogrill di Chienti Sud, sulla A14, nelle Marche. Panico, botte da orbi, feriti. È sempre così, è sempre peggio. Ultrà di serie A, B e C. Tutti combattono le loro battaglie in autogrill. Se quattro tifosi del Barletta hanno messo sotto sopra un autogrill a Mirabella, sulla A16 Napoli-Canosa, rubando merce per 3.500 euro, trentotto ultrà del Giugliano (serie C2) hanno scatenato scene da «arancia meccanica» in un bar vicino Potenza. Ovunque è il terrore. Ma se non ci scappa il morto, la carica non fa notizia.