Automobilisti ostaggio dei lavavetri abusivi

(...) La denuncia è di Aldo Praticò, capogruppo in Comune per Alleanza Nazionale, che dice: «In questi giorni ho compiuto sopralluoghi nell’area della Valbisagno dove da alcune settimane sono ricomparsi i lavavetri appostati agli incroci». L’esponente di An riferisce di pattuglie di stranieri, soprattutto slavi e rom, che, armati di bottiglia e spugna abbordano le auto ferme in coda al semaforo rosso. I lavavetri erano spariti da Genova e ora sono ricomparsi, forse attirati dalla settimana dei diritti dichiarata dal sindaco Marta Vincenzi. «Il loro atteggiamento - annota Praticò - è aggressivo e predatorio. Chi si rifiuta di far lavare il parabrezza della propria auto diventa bersaglio di richieste sempre più insistenti, dirette, alla fine, a farsi dare solo un obolo. “Dammi qualche cosa” dicono i lavavetri quando capiscono che l’automobilista rifiuta il lavaggio abusivo». A fare le spese di queste aggressioni verbali, sostiene il consigliere, sarebbero soprattutto automobilisti anziani o madri con bimbi piccoli. «Evidentemente ritenuti più facili da convincere» ipotizza il capogruppo di An che illustra anche una mappa dell’ «autolavaggio non autorizzato»: si va da piazza Giusti ai ditorni di Marassi, ai corsi Buenos Aires, Torino e Europa insieme a viale Brigate Partigiane. «E pensare - osserva polemico - che i lavavetri abusivi esercitano anche a pochi metri da uno dei comandi di zona della polizia comunale. Una situazione davvero grottesca su cui Tursi sembra, come al solito, chiudere gli occhi». E per evitare che anche questa ennesimo disagio passi sotto silenzio il consigliere ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore alla Sicurezza, Francesco Scidone, il quale tra l’altro proprio poche settimane fa aveva presentato un progetto per fare presidiare i parchi cittadini a rischio illegalità dai volontari delle associazioni di ex carabinieri, poliziotti e vigili urbani. «Chiederò all’assessore - anticipa Praticò - che cosa intenda fare l’amministrazione comunale per evitare un altro scempio della città, con gruppi di lavavetri stranieri che importunano gli automobilisti». Un problema, quello dei «vulavà», che è stato affrontato da altre grandi città italiane. A Firenze, per esempio, scorso anno la giunta comunale di sinistra (area ex ds), pressata dai cittadini stufi di essere importunati dagli «accattoni della spugnetta», aveva mobilitato i vigili urbani disponendo multe di alcune centinaia di euro e persino l’arresto fino a tre mesi per i lavavetri che sostavano ai semafori. Si era parlato di intralcio alla circolazione e di abusivismo. Scontate era giunte le proteste della sinistra radicale che aveva parlato di «misura eccessiva», mentre alcuni sindaci, sia di sinistra che di centrodestra, avevano apprezzato la decisione. Ora chissà come si comporterà la giunta di Marta Vincenzi che non esita a parlare di decoro quando i vigili urbani cacciano chi si siede sui gradini di Tursi senza nessuna spugnetta in mano e soprattutto senza dare fastidio a nessuno.