Automobilisti quasi increduli: «Davvero parcheggio gratis?»

Quella di ieri è stata per i parcometri capitolini la giornata del canto del cigno. Molti romani ancora non sapevano della sospensione delle strisce blu decisa dal Campidoglio. E anche chi era a conoscenza della notizia ha preferito pagare lo stesso la sosta. Perché è «meglio spendere due euro che trovarsi una multa sul cruscotto e perdere tempo a contestarla», come sentenzia Patrizia mentre riempie di monetine di piccolo taglio una macchinetta su via de Lollis, nei pressi della Sapienza. Comincia da lì il nostro viaggio nella Roma liberata dal «balzello», dalla «tassa occulta», da quel «fastidioso obolo dato al Comune», giusto per riportare le parole dei cittadini.
Il provvedimento è per tutti motivo di immediato sollievo: «Mi sta dicendo che posso lasciare qui l’auto gratis per tutto il tempo che voglio?», chiede incredulo Marco, senza nemmeno scendere dalla sua Punto verde ferma su via Tiburtina. «Sono contento - aggiunge subito dopo aver visto l’articolo sul Giornale - lavoro sulla Nomentana e devo pagare otto ore di parcheggio. O stare in ansia per la multa. Per chi come me guadagna poco più di 50 euro al giorno, è un provvedimento significativo». A piazzale del Verano e nei dintorni di San Lorenzo le «maledette colonnine succhiasoldi», come le battezza uno studente della zona, sono tutte accese, in attesa. E le vetture che non espongono i contrassegni riservati ai residenti, le autorizzazioni per i diversamente abili o qualche fantomatica esenzione scritta finanche a penna, hanno lo scontrino in bella evidenza.
Un po’ diversa la musica nel quartiere Esquilino, dove molti parcometri sono già stati sigillati, impedendo fisicamente di effettuare il pagamento. È questo il quadro in via Rattazzi, via Principe Amedeo e piazza Manfredo Fanti. Nei pressi di Termini, invece, sono ancora a pieno regime, come pure in via delle Terme di Diocleziano e a piazza della Repubblica. Di fronte alla Galleria Esedra incontriamo Gianfranco Restaino, architetto, novello papà: «Vedo che non ci sono nemmeno le rom che fino a poco tempo si comportavano da padrone qui - afferma - ci siamo liberati di due tasse in un colpo solo. Ha fatto bene Alemanno. Sono di centrosinistra e ho parenti che militano in quell’area, ma con le strisce blu si stava esagerando. Le avevano messe dappertutto».
Altra zona, stessa solfa. Nei pressi di San Giovanni siamo sempre noi a portare la notizia. Ricambiata con gratitudine, un ampio sorriso e un generoso commento: «Ben venga questa decisione - afferma Rocco Giurato - ma ora si risolva il problema dei parcheggi. Interrati o multipiano non importa, l’importante è che si facciano». Chi quasi esulta è il folto gruppo di ristoratori che gravita intorno a piazza Cavour: «Tra aperitivo, cinema e parcheggio a pagamento fino alle 23, la gente sceglieva di non venire più a mangiare», ricorda il gestore di una trattoria emiliana. Sempre nel quartiere Prati, però, si condensa il maggior numero di segnali di insofferenza per la decisione del Campidoglio: «Qui già era impossibile lasciare la macchina prima - ci dice Antonella - ora sarà l’anarchia. Il Comune dovrebbe pensare a delle isole dedicate a chi in queste zone ci vive». Mentre la rappresentante di uno dei comitati di quartiere del Municipio XVII ci va giù ancora più duro e promette «una catena di ricorsi».