Autonomi, 5 giorni di scontri per le fotocopie

Disordini tra universitari, centri sociali e polizia durante il corteo
anti Gelmini. Il bilancio: due arresti e due denunce. Tutto è cominciato
il 3 ottobre con il furto "proletario" alla libreria di Cl
dell’università Statale e l’aggressione ai titolari

E con questo siamo arrivati a cinque. Cinque giorni di disordini in piazza, dopo l’arresto per rapina di cinque anarco insurrezionalisti. Tensioni venerdì al Ticinese, sabato a San Vittore, lunedì alla Statale e ieri in centro. Dove un centinaio di duri e puri hanno creato incidenti conclusi con altri due giovani arrestati e due denunciati.
Una tensione nata il 3 ottobre quando un gruppetto di anarchici si presenta alla libreria Cusl, gestita da Comunione e Liberazione. Fanno 800 fotocopie e quando i ragazzi di Cl presentano il conto vengono malmenati. Un mesetto di indagini da parte dei carabinieri del nucleo Informativo e venerdì 13 una novantina tra agenti e militari vanno a prendere i cinque. Tre vengono arrestati all’interno del centro sociale «Zero» di Porta Ticinese, ribattezzato «Collettivo autonomo ringhiera», altri due nelle loro abitazioni. Vanno subito ai domiciliari Mattia Zonza, 20 anni, Martino Gualzetti, 21, Paolo Polari, 20, considerato anche l’autore della scritta «-6» su una pensilina subito dopo la morte di 6 soldati italiani a Kabul, e Marcelo Yara Marin, 23, con precedenti per danneggiamento e occupazione. Mentre finisce a San Vittore Valerio Ferrandi, 24 anni, già sorvegliato speciale. Si tratta del figlio di Mario, ritratto nel ’77 mentre spara in via De Amicis al vice brigadiere Antonino Custra.
Già in serata partono i primi disordini in Ticinese, con cassonetti rovesciati e muri imbrattati. Sabato, durante il presidio davanti a San Vittore vengono buttate alcune bombe carta dentro il carcere. Lunedì un’assemblea alla Statale si conclude con un nuovo assalto alla Cusl, che deve chiudere in fretta i battenti. Poi su uno striscione appeso in atrio compaiono i nomi dei giovani di Cl autori della denuncia, quasi a indicare i bersagli di un’eventuale rappresaglia.
Ieri mattina infine gli anarchici si intrufolano nel corteo contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini. Gli studenti, quelli veri, lasciano immediatamente la manifestazione che, composta solo da duri e puri, prende la via del centro. Dopo aver cambiato percorso, senza opposizione da parte della Questura, si scatenano nella Loggia dei Mercanti, rovesciando cestini dei rifiuti e imbrattando i muri. Gli agenti cercano di riportare la calma, ma vengono aggrediti e quattro ragazzi vengono fermati, portati in questura: due denunciati, gli altri arrestati.
In carcere finiscono Matteo Tunesi, studente al liceo professionale Kandinsky, e Gianmarco Peterlongo, iscritto al Liceo Manzoni, 20 anni, incensurati. Accusati di resistenza e lesioni, reati per i quali sono denunciati gli altri due tra cui una ragazza, saranno processati questa mattina per direttissima. Gli altri anarchici organizzano subito un presidio per le 15 a San Babila dove incassano la solidarietà di Luciano Muhlbauer, Rifondazione comunista, e Piero Maestri, Sinistra critica. Rimangono poi un paio d’ore senza incidenti, eccezion fatta per un parapiglia con la Digos, finito in pochi minuti. Ben diverso sarà sicuramente il clima questa mattina, quando dalle 9 si ritroveranno in Tribunale per il processo a Tunesi e Peterlongo.