Autonomi, blitz a Standard&Poor’s E oggi scatta l’assedio alle banche

Agli «antagonisti» dei centri sociali la manovra economica del governo non va proprio giù. E figurarsi la crisi internazionale che ha innescato l’intervento dello Stato in campo economico. Così non perdono occasione per ricordarci che il «sistema», così com’è strutturato, ci danneggia, va modificato e bisogna farlo in fretta. E per stamane, a partire dalle 9.30, in piazza Affari, in contemporanea ad altre sedici piazze nel mondo, metteranno in scena l’Antibanks Day, giornata di protesta contro (parole loro) «le banche centrali private che stanno commettendo un grosso crimine nei confronti dell’umanità e i nostri governanti che ne sono complici». Punte di diamante della giornata di mobilitazione che prevede anche l’installazione di tende davanti a palazzo Mezzanotte, l’intervento di Giulietto Chiesa sul tema «Controinformazione ed economia» e, per concludere, alle 18.30, quello di Moni Ovadia che presiederà un’assemblea dal titolo «Cultura ed economia».
Intanto ieri pomeriggio i ragazzi del Centro Sociale «Il Cantiere» - perlopiù giovanissimi appartenenti ai collettivi studenteschi - hanno voluto offrirci un assaggio di questa mobilitazione. E per farci vedere che scherzano affatto, insieme ai precari dell’Usb (Unione sindacati di base) - gli stessi con i quali, dopo aver costituito gli Indignados, lo scorso 5 e 6 settembre hanno occupato il palazzo della Borsa - hanno protestato davanti alla sede dell’agenzia di rating Standard & Poor's, in vicolo San Giovanni sul Muro, a due passi dal teatro Dal Verme e dal Castello Sforzesco.
È andata così. Sette giovani manifestanti, poco dopo le 15, sono entrati negli uffici del secondo piano dell’agenzia di rating, distribuendo delle «Credicicard», tessere autoprodotte, somiglianti a carte di credito, in cui si dichiara di vantare un credito pro capite di 30mila euro, pari alla parte di debito pubblico che, virtualmente, pende sulla testa di ogni cittadino italiano. Quindi, hanno lasciato al personale di S&P’s un foglio con alcune domande in cui si chiedeva conto degli effetti dei declassamenti nel rating dei Paesi decisi dalle principali agenzie. Sempre dall’interno dell’agenzia, gli Indignados hanno calato uno striscione da una finestra con la scritta You are the piigs, you are the junk, ovvero «Voi siete i maiali, siete la spazzatura» (in riferimento al doppio senso che questi acronimi hanno nella terminologia economica inglese, ndr) mentre un altro gruppo, giù in strada, di fronte all’entrata, sosteneva un lenzuolo su cui campeggiava la scritta Not our debt, drop the debt, cioè «Non è il nostro debito, cancellate il debito».
I giovani, armati di megafoni, sono rimasti all’interno della società di rating non più di una decina di minuti. Quindi la protesta è continuata per strada per poco più di un’ora. A quel punto, infatti, dopo aver lanciato qualche fumogeno giallo, i ragazzi, seguiti dalla polizia, se ne sono andati verso piazza Castello. Qualcuno temevo fosse l’inizio di un corteo non autorizzato. E invece la protesta è finita così, i giovani hanno preso la metropolitana alla stazione di Cairoli e se ne sono andati.