Autori nuovi per una kermesse di suoni e profumi

Al via la rassegna sul meglio delle produzioni internazionali Spicca lo spettacolo del regista iraniano Koohestani Si comincia con «Vaniada», un lavoro tratto da Nabokov

Ariela Piattelli

Il meglio della scena teatrale dei festival internazionali, nuove produzioni che anticipano le tendenze della nuova stagione: «Le vie dei festival» (da oggi al 3 ottobre), alla sua dodicesima edizione, propone quest’anno spettacoli teatrali di autori giovani, all’insegna della contaminazione tra le arti (con installazioni sonore e visive), in cui il pubblico è chiamato ad interagire con la scena. «Queste nuove produzioni teatrali - spiega il direttore artistico del festival, Natalia Di Iorio - necessitano di spazi duttili che si prestano alla complessità della messa in scena, per questo abbiamo scelto il Teatro Sala Uno (Piazza di Porta San Giovanni), il nuovo Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica e il Teatro Furio Colombo (Via Camilla)». L’evento di punta è quest’anno lo spettacolo del giovane regista iraniano Amir Reza Koohestani «Dance on Glasses» (dal 27 al 30, Teatro Sala Uno), che ha partecipato a molti festival internazionali come il «Kunsten Festival des Arts» di Bruxelles: uno spaccato delle realtà iraniana in cui convergono la tradizione teatrale dell’Iran ed una scrittura moderna. Inaugurerà la rassegna lo spettacolo «Vaniada» (oggi e domani, Teatro Sala Uno), proposto già al Festival delle Colline Torinesi e al Ravenna Festival, della compagnia «Fanny & Alexander», uno tra i gruppi che ha contribuito al rinnovamento della scena teatrale italiana: tratto da «Ada, cronaca familiare» di Vladimir Nabokov, il lavoro propone un riflessione sul tempo, attraverso esperienze sonore e olfattive (lo spettacolo ha il numero limitato di cinquanta spettatori). Sempre al Teatro Sala Uno, da venerdì a domenica, sarà in scena «Dall’inferno» (dal Festival Isole di Alghero, tratto dal racconto di Giorgio Manganelli) diretto dal giovane Marco Boscani, una discesa negli inferi molto originale, una riflessione sull’io con numerosi riferimenti (Jung, Borges). «Le vie dei festival» non dimentica i ragazzi, e propone due spettacoli a loro dedicati: «Il brutto anatroccolo» (dal festival Shöne Aussicht di Stoccarda, al Teatro Studio il 23 e il 24), ispirato alla favola di Hans Christian Andersen, messo in scena dalla compagnia Teatro delle Briciole e diretto da Maurizio Bercini; «CCC (Children Cheering Carpet)- Il giardino giapponese» (venerdì e sabato, Teatro Studio), spettacolo diretto da Francesco Gandi e Davide Venturini, che ha partecipato a numerosi festival italiani e stranieri. Un’esperienza tecnologica quella del «CCC» un itinerario all’interno di ambienti virtuali ispirati ai paesaggio dei famosi giardini giapponesi. Il primo ottobre sarà la volta dello spettacolo «Di stanze» (Teatro Sala Uno) della danzatrice Luisa Cortesi con l’artista visivo Massimo Barsagli: uno sguardo ironico sulla quotidianità attraverso le arti visive, la danza, la pittura, la fotografia e il video. Chiuderà la rassegna «Angelica» (Teatro Furio Camillo) di e con Andrea Cosentino: un’attrice (Angelica) recita per uno sceneggiato televisivo in una casa di un quartiere popolare romano, la povertà dei mezzi scenici «mima» la povertà del linguaggio televisivo. Prezzo del biglietto dai 5 ai 15 euro, per informazioni e prenotazioni: 06.3202102.