Gli autori veri che inventano romanzi falsi

Dai recenti Ruiz Zafon a Matthew Pearl a Pérez Reverte: non c’è solo il «Necronomicon» tra i libri mai esistiti e oggetto di una caccia feroce

Esiste un particolare genere di letteratura che studia le biblioteche immaginarie, gli pseudobiblia o abiblia, libri mai scritti, inesistenti, partoriti da scrittori o bibliofili. Ma esistono anche i libri immaginari di cui si parla in libri realmente esistenti e che fanno parte integrante della materia narrativa di quei libri.
Per esempio basta un volume spurio della Anglo-American Cyclopaedia (New York 1917) per condurre due scrittori argentini sulle tracce del misterioso paese di Uqbar. O meglio, sulle tracce dell’unica copia della Cyclopaedia in cui si parla di Uqbar. Dalle pagine «d’una enciclopedia plagiaria» emerge «la sommaria descrizione d'un falso paese».
Il problema è che quel falso paese, o meglio la sua identificazione, sono la spia (nel racconto di Jorge Luis Borges Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, contenuto nella raccolta Finzioni) del complotto ordito da secoli da una setta che cospira per dare vita a un nuovo mondo che sostituirà il nostro.
Perché una delle caratteristiche dei libri immaginari di autori immaginari è quella di essere pericolosi. Uno dei libri immaginari maledetti è per esempio il Necronomicon di cui parla Howard Phillips Lovecraft: autore del Necronomicon (letteralmente: Libro delle leggi che governano i morti) sarebbe l'arabo pazzo Abdul Alhazred, vissuto nell’ottavo secolo dopo Cristo. Alhazred avrebbe trascorso dieci anni nel grande deserto dell’Arabia meridionale, il Raba El Khaliyeh, lo «Spazio vuoto» degli antichi arabi.
Il Necronomicon, come altri libri fratelli, si radica nello «Spazio vuoto», in quello che Matthew Pearl in L'ombra di Edgar definisce «l’altro mondo... un mondo immaginario fatto di libri e scrittori capaci d’invadere le menti di chi li legge... (Un mondo in cui) Dio è morto». Perciò questi libri immaginari, loro seconda caratteristica, sono oggetto di caccia feroce, tanto da parte dei loro aspiranti lettori quanto dei loro persecutori. Per esempio Le nove porte del regno delle tenebre, un trattato del 1666 su come evocare il Demonio, attorno alla cui ricerca Arturo Pérez-Reverte ha costruito il suo Il Club Dumas. La strada che porta ai libri maledetti è disseminata di cadaveri, come sanno i lettori di Umberto Eco, che si è divertito, nel Nome della rosa, a far custodire il secondo libro della Poetica di Aristotele a un bibliotecario cieco di nome Jorge annidato in una biblioteca babelica... Ma anche entrare in possesso de L'ombra del vento di Juliàn Carax, secondo Carlos Ruiz Zafon, significa impelagarsi in un gioco estremamente pericoloso.
I libri immaginari sono importanti perché, terza caratteristica, contengono in sé verità scomode: i segreti delle divinità che dominarono la Terra prima dell'umanità (Necronomicon), il modo di evocare Satana (Le nove porte), l’elogio della commedia e del riso (il perduto Aristotele). Ma anche, in La cavalletta non si alzerà più, di Hawthorne Abendsen, la storia di come Stati Uniti e Gran Bretagna, senza l’Urss, sbaragliarono le forze dell’Asse Berlino-Roma-Tokyo. La cavalletta è il libro immaginario che innerva La svastica sul sole (o L'uomo nell’alto castello del titolo originale), il romanzo in cui Philip K. Dick immagina che nazisti e giapponesi abbiano vinto la Seconda guerra mondiale e si siano spartiti il mondo. Quello di Abendsen, negli States controllati dai giapponesi, è un libro proibito.
Tuttavia un libro immaginario può anche minare alle radici l’albero genealogico di una famiglia nobiliare inglese. La caccia al Viage to the Contree of the Cimmerians, dell’oscuro medioevale Gervase di Langford, trasforma così un businessman in un assatanato bibliofilo (Codex di Lev Grossman). La ricerca del libro immaginario trasforma i cercatori. Il libro diventa il loro Santo Graal. E i libri immaginari sfuggono continuamente di mano ai loro cercatori, malinconici come il «Sarchiapone» di Walter Chiari, «che non esiste, ma gli dispiace di non esistere».
I cercatori devono superare ostacoli e prove, ma non è detto che il successo arrida loro, come scoprono Roland e Maud, infervorati all'idea di scoprire il segreto amore del poeta vittoriano Randolph Henry Ash in Possessione di Antonia S. Byatt. Perché alla fine i cacciatori di libri sono dei ficcanaso, dei «pennivendoli» come Henry James fa bollare l’anonimo protagonista del Carteggio Aspern, uno studioso che cerca di sottrarre alle anziane signore Bordereau le lettere intime di Jeffrey Aspern, poeta americano di stampo byroniano.
Sfondo del racconto jamesiano è un cimiteriale palazzo veneziano. Gervase di Langford aveva nascosto il suo segreto nella terra nebbiosa dei Cimmeri. Il lettore di Se una notte d'inverno un viaggiatore di Calvino incrocia un esperto di letteratura cimmera. Abdul Alhazred disseppelisce segreti nel Deserto Cremisi... Mettersi sulle tracce dei libri immaginari conduce in territori metafisici. E inquietanti.