«Autostrade-Abertis, il governo ha detto no»

«Non esistono margini per rivedere una decisione già presa»

da Milano

Non c'è alcun margine per rivedere il «no» del governo alla fusione tra Autostrade e Abertis. Lo ha sottolineato il ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, a margine della festa dell'Unità a Pesaro. «È come per la patente auto o la licenza di caccia - ha detto Di Pietro - una volta dato il diniego la pratica è chiusa. Che margine può esserci dopo aver già rifiutato? Non ho capito perché noi abbiamo detto «no» e tutti gli altri interpretano che potrebbe essere si» ha proseguito l’ex magistrato. Quanto al fronte Ue, Di Pietro ha precisato: «Io sono un servitore dello Stato e applico la legge che c'è. Se Bruxelles vorrà farne una nuova noi l'applicheremo». Su questa posizione il governo è unito, ha assicurato il ministro: «Il provvedimento l'abbiamo firmato io e Padoa-Schioppa e concordato con tutto il governo. E con tutto il governo risponderemo a tutte le indicazioni che ci dovessero arrivare da Bruxelles».
L’altro ieri il capo dell’esecutivo Romano Prodi era invece apparso più possibilista. «Il governo italiano rispetterà le regole europee per quanto riguarda l'operazione di fusione Autostrade-Abertis» aveva detto Prodi. E si sa che l’Ue, che deve garantire la piena concorrenza nel Vecchio continente, sia piuttosto favorevole circa la fusione tra le due società. «Non andremo fuori dalle regole europee e dalla trasparenza necessaria», ha affermato Prodi, spiegando che il governo doveva «far presente quelle che erano le regole della concessione, che ha obblighi precisi che il governo deve far rispettare. Chiarito questo - ha osservato - inizia una seconda fase in cui il discorso verrà affrontato in tutti i suoi aspetti». La posizione di Di Pietro invece pare tagliare qualunque margine di trattativa. Ora si attende il parere dell’Ue anche se il commissario europeo Neelie Kroes ha detto che, avendo ricevuto la pratica solo otto giorni fa, «è ancora troppo presto per esprimersi».