Autostrade, arriva il salasso (+2,7 per cento)

Sorpresa al casello: dal primo gennaio, ovvero da domani, parte una raffica di aumenti sulle autostrade italiane. Rincari in media del 2,7% secondo l’Aiscat (l’associazione di categoria), dell’8,6% secondo l’Adoc (consumatori), ma con punte superiori al 15% sulla Torino-Milano. Secondo le associazioni dei consumatori, con questi ultimi ritocchi, che seguono quelli per gas e acqua, rifiuti, Rc auto e tariffe aeroportuali, l’impatto per le famiglie italiane per il 2010 sale a 600 euro di spesa media in più l’anno. Le nuove tariffe sono state proposte dall’Anas (per la quale il gettito dei canoni lieviterà di 270 milioni) e approvate dai ministeri per le Infrastrutture e dell’Economia, i cui titolari hanno firmato ieri i relativi decreti.
Per Autostrade per l’Italia, la principale concessionaria italiana (gruppo Atlantia, famiglia Benetton), che gestisce oltre 2.800 chilometri di autostrade, l’aumento è del 2,40%. Il monte pedaggi del 2008 è stato di 2,853 miliardi e quindi il rincaro odierno si può stimare - a parità di traffico e detratto il canone Anas - in circa 67 milioni di ricavi aggiuntivi. Ieri il titolo in Borsa ha chiuso con un rialzo dello 0,77% (per Autostrada To-Mi e Sias, appartenenti al gruppo Gavio, gli aumenti sono stati dell’1,98% e dell’1,79%).
In alcuni casi i pedaggi sono invariati (Consorzio per le Autostrade Siciliane, Messina-Catania e Messina-Palermo; Autovie Venete e Asti-Cuneo). Alcuni pedaggi sono stati anche ridotti: quelli di Concessioni autostradali venete (dell’1% per l’A4 Venezia-Padova, tangenziale Ovest di Mestre, e raccordo con aeroporto Marco Polo; dell’1,18% per il passante di Mestre).
Per Adusbef e Federconsumatori, tuttavia, si tratta dell’«ennesimo via libera ad aumenti ingiustificati, che vanno ad aggiungersi a quelli scattati in maggio, e che contribuiranno ad aggravare ulteriormente le condizioni delle famiglie», portando a 600 euro le spese in più da sostenere nel 2010.
Per Adiconsum, che chiede alle società autostradali un confronto sui diritti degli automobilisti, si tratta di aumenti che «non hanno nessuna motivazione, nè inflazionistica nè dettata da investimenti strutturali su un sistema autostradale fermo agli anni Sessanta».
Secondo i calcoli dell’Aiscat, l’associazione delle società di gestione, in media l’aumento «su base nazionale è pari al 2,71%». Questi gli incrementi per le altre società: Ativa 6,23%; Autostrada del Brennero 1,60%; Brescia-Padova 6,56%; Centropadane 0,74%; Cisa 1,76%; Fiori 1,15%; Milano Serravalle Milano Tangenziali 1,41%; Tangenziale di Napoli 2,17%; Rav 0,94%; Salt 1,50%; Sat 2,11%; Autostrade Meridionali 1,43%; Satap tronco A4 (Novara Est-Milano 15,83%; Torino-Novara Est 15,29%); Satap tronco A21 9,70%; Sav (Autostrada 1,36%; Raccordo Gran S. Bernardo 1,04%); Sitaf 2,35%; Torino-Savona 1,47%; Strada dei Parchi 4,78 per cento.
L’Adoc segnala l’aumento del 4,78% per il pedaggio sulla Strada dei parchi, in Abruzzo, arteria essenziale per le popolazioni colpite dal terremoto.