Autostrade, in arrivo nuova bocciatura Ue

E l’ad Castellucci lancia l’allarme : la nuova convenzione unica ci allontana dall’Europa

Laura Verlicchi

da Milano

Il commissario Mc Creevy ha deciso: la bozza della lettera che aprirà la procedura d’infrazione nei confronti del governo italiano per lo stop alla fusione Autostrade-Abertis è già pronta. Anche se ufficialmente il dossier è ancora aperto, il commissario europeo al Mercato interno, secondo quanto risulta al Giornale, si è definitivamente convinto che l’Italia ha violato l’articolo 56 del Trattato comunitario, che garantisce la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento all’interno dell’Unione europea. Non è bastato dunque l’emendamento al decreto fiscale che cancella il tetto del 5% ai diritti di voto dei costruttori nelle concessionarie per evitare al governo italiano la seconda «bocciatura» europea. La prima, infatti, risale al 19 ottobre, quando l’Antitrust ha aperto una procedura formale nei confronti dell’Italia per violazione delle norme sulla concorrenza, dopo una analisi preliminare del dossier Autostrade-Abertis. Proprio per rispondere a queste contestazioni il ministro Di Pietro incontrerà il 7 novembre il commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes.
Sotto esame la lettera firmata il 4 agosto dallo stesso Di Pietro e dal ministro delle Finanze Padoa-Schioppa per comunicare all’Anas, in quanto autorità vigilante sulle concessioni autostradali, la decisione di non autorizzare il trasferimento della concessione di Autostrade al nuovo gruppo italo-spagnolo.
Un intervento che potrebbe aver violato la competenza antitrust esclusiva di Bruxelles: e se questo, come è probabile, sarà l’avviso finale della Kroes, il provvedimento dovrà essere revocato o comunque dichiarato inapplicabile.
Anche se formalmente il governo italiano non ha mai detto di no alla fusione, ma soltanto al trasferimento della concessione, che è un bene pubblico e non del gruppo Autostrade, come il ministro delle Infrastrutture ripete ad ogni occasione. Ma di fatto, spogliare Autostrade delle concessioni trasformerebbe la società in una scatola vuota: la fusione a quel punto non avrebbe più senso e Abertis potrebbe decidere di ritirarsi. Infatti, entrambe le società hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento dell’Anas, e a loro si è aggiunta la controllante di Autostrade, Schema28. La sentenza del tribunale amministrativo era attesa per lunedì scorso, ma il verdetto è stato rinviato al 6 dicembre.
Intanto, il tempo passa: novembre avrebbe dovuto essere il mese della registrazione della fusione, per consentire di chiuderla entro l’anno, come stabilito a suo tempo dalle due società. Ma i nodi da sciogliere, anziché allentarsi, si stringono sempre più. A preoccupare Autostrade è soprattutto la nuova convenzione unica: «È una norma che ci allontana dall’Europa e mette a serio rischio il completamento della fusione con Abertis», ha detto l’amministratore delegato Giovanni Castellucci.