Autostrade: «Bene i conti, guardiamo a Est»

Gamberale: «Possiamo indebitarci per altri 6-7 miliardi. Impregilo-Astaldi? Auspico le nozze»

da Milano

C’è l’Est Europa tra gli obiettivi di Autostrade che ha un forte potenziale inespresso in termini di leva finanziaria ed è ottimista sui conti del primo trimestre. Il gruppo vuole crescere e per farlo ha modo di indebitarsi per ulteriori «6-7 miliardi», ha stimato l’amministratore delegato Vito Gamberale. Oltre a guardare a Est, Autostrade potrebbe partecipare alla vendita delle autostrade del Peloponneso «ma dobbiamo valutare le condizioni offerte dal governo nella concessione» ha proseguito Gamberale confermando l’interesse «insieme a Gavio» per la quota Serravalle che il Comune di Milano potrebbe mettere sul mercato. La strada, in ogni caso, sarà anche individuare «nicche più tecniche» per valorizzare l’esperienza accumulata nei sistemi di pedaggio.
Simile il messaggio del presidente Gian Maria Gros-Pietro che si è augurato che Autostrade assuma presto una dimensione internazionale: «Siamo in grado di porci come primo operatore a livello mondiale. Siamo in grado di esportare tecnologie e offrire servizi in tutto il mondo». L’occasione per tracciare le prospettive del gruppo, che nei primi tre mesi dell’anno ha registrato una crescita del traffico superiore alle attese (più 2%), è stata la presentazione del nuovo schema di bilancio 2005 che integra in un unico documento la dimensione economica, quella sociale e quella ambientale. Una novità con cui il gruppo, che quest’anno festeggia 50 anni dal rilascio della prima concessione (ottenuta il 14 aprile 1956 grazie alla cosiddetta Legge Romita), ha rafforzato l’impegno sui temi della sostenibilità. Nel corso dell’incontro Gamberale, dopo aver invitato a sfruttare il potenziale dell’intero sistema autostradale italiano (15 miliardi l’indebitamento possibile) e aver sottolineato il ritardo infrastrutturale del Paese, ha chiesto al futuro governo «idee chiare per l’ammodernamento delle infrastrutture e la selezione delle priorità». Un partito traversale favorevole allo sviluppo delle infrastrutture che potrebbe sposarsi con l’idea di creare un fondo, partecipato dalle Fondazioni e dalla Cassa depositi e prestiti.
Sforzo collettivo in cui rientra l’auspicio che Astaldi e Impregilo si fondano: «Non ci sono trattative in corso ma il Paese ha bisogno di imprese più forti», ha detto l’amministratore delegato di Autostrade che è azionista di Impregilo attraverso Igli. La partecipazione, ha concluso Gamberale, rimarrà stabile.