Autostrade, brusca frenata in Borsa

Gian Maria De Francesco

da Roma

Autostrade in calo ieri a Piazza Affari. Le prese di beneficio sul consistente rialzo di lunedì hanno determinato una flessione dell’1,8% a 23,2 euro. Sostenuti gli scambi nonostante la giornata festiva: è passato di mano il 2,27% del capitale (13 milioni di pezzi).
L’effetto positivo della fusione con Abertis e della maxicedola di 3,75 euro in arrivo a novembre può considerarsi già svanito? «Dopo il grande entusiasmo iniziale - spiega un trader - sul mercato ha cominciato a prevalere la sensazione che la netta contrarietà all’operazione manifestata da quasi tutto il mondo politico possa incidere negativamente». Il business autostradale, aggiunge l’operatore, «è soggetto a regolamentazione e, quindi, l’appoggio delle autorità è necessario». L’atteggiamento riflessivo adottato dagli investitori ha coinvolto anche gli altri titoli della galassia di Ponzano Veneto: Benetton ha lasciato sul terreno il 3,2% a 11,9 euro con volumi tripli rispetto alla media mensile, mentre Autogrill ha ceduto l’1% a 12,9 euro.
I commenti delle agenzie di rating sulle nozze Autostrade-Abertis hanno costituito un altro fattore deterrente per gli acquisti. Moody’s ha messo sotto osservazione per un possibile abbassamento la valutazione «A3» della società guidata da Gian Maria Gros-Pietro e da Vito Gamberale. La revisione, spiega Moody’s, si è resa necessaria perché «la maggiore dimensione e diversificazione della nuova entità potrebbero non compensare sufficientemente il suo debole profilo finanziario rispetto all’attuale posizione di Autostrade». Secondo gli analisti americani, inoltre, «l’adozione di una strategia espansionistica aggressiva nel settore delle infrastrutture potrebbe comportare una gestione del debito non coerente con l’attuale rating A3». Un eventuale downgrade, comunque, dovrebbe essere limitato a un solo punto con un declassamento dei 6,5 miliardi di obbligazioni Autostrade a «Baa1». Analoghe preoccupazioni sono state espresse da Fitch per la spagnola Abertis.
Anche il Financial Times, infine, ha manifestato una posizione critica nei confronti del merger. «Un consiglio di amministrazione di 23 persone è un pasticcio e non è di buon augurio. Entrambe le compagnie continueranno a fare quello che fanno ora e non ci saranno sinergie», sottolineava ieri il quotidiano inglese rimarcando come «Autostrade non abbia alcun ruolo negli altri settori strategici di Abertis, aeroporti e parcheggi».
Sul fronte autorizzativo si segnala che è stato fissato per venerdì prossimo l’incontro tra i vertici di Autostrade e Anas per un’informativa sulla fusione. L’11 maggio, invece, è in calendario il cda dell’Anas che dovrà valutare l’impatto dell’operazione sugli obblighi stabiliti dalla convenzione del 1997 fra l’ente e la concessionaria autostradale. Al vaglio dell’Anas anche la governance della nuova Abertis e l’assenza di patti parasociali.