Autostrade e legge Gentiloni Bruxelles fa la voce grossa

da Milano

Il governo italiano si mostra inadempiente e la Ue fa la voce grossa. Su Autostrade e leggi televisive i chiarimenti chiesti da Bruxelles non soddisfano completamente o non ci sono. E così la commissaria Antitrust Neelie Kroes promette battaglia. Nei casi specifici la Ue non ha ancora ricevuto per intero le risposte dall’Italia sul caso della mancata fusione di Autostrade (oggi Atlantia) con Abertis e delle relative concessioni, mentre si fa attendere anche la riforma del settore radiotelevisivo.
Per le Autostrade, «siamo in stretto contatto con il governo italiano. Hanno risposto alle nostre richieste ma non al 100%. Il resto dovrebbe arrivare entro la fine della settimana» - ha detto la Kroes nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. Quanto alle televisioni la scure del commissario potrebbe essere netta. «Non è mia abitudine restare in attesa troppo a lungo, se necessario prenderemo provvedimenti», ha spiegato la Kroes circa il rinvio delle decisioni italiane in merito al decreto legge Gentiloni. Entro il primo ottobre infatti l’Italia avrebbe dovuto riformare la legge Gasparri. Ancora nulla è stato fatto e così la Ue potrebbe pensare alla procedura d’infrazione con il rischio di un deferimento alla Corte di giustizia europea.
Il ministro delle tlc Gentiloni ha chiesto una proroga di 2 mesi al termine posto dall’Unione europea per riformare la Gasparri ma la Commissione ha respinto la richiesta. Il decreto legge non sarà varato verosimilmente prima di inizio 2008, poiché la conferenza dei capigruppo, nella riunione del 28 settembre, non lo ha inserito nel programma dei lavori da qui a fine anno. Bruxelles ha messo nel mirino la legge Gasparri soprattutto nella parte che consente alle sole imprese già presenti nel mercato televisivo di comprare frequenze da altri operatori per avviare le trasmissioni digitali. Intanto sul fronte della separazione delle reti di telecomunicazione degli ex monopolisti (come Telecom Italia, Deutsche Telecom e altri) in seno alla Ue sono sempre più profonde le diversità di vedute. Il commissario per le tlc Viviane Reding infatti sposa la tesi delle authority nazionali che hanno manifestato sostegno al piano per imporre la separazione tra rete e servizi degli operatori di telefonia.
Il piano incontra però l’opposizione non soltanto degli operatori ex monopolisti ma anche delle commissioni concorrenza e industria. Ossia anche della stessa Neelie Kroes che ha detto: «Nel settore delle tlc abbiamo visto che la concorrenza si sta sviluppando anche senza la separazione funzionale delle reti».