Autostrade, in Europa siamo all’ultimo posto

Le code chilometriche ai caselli autostradali (non solo d’estate) sono tipicamente italiane. In Austria si acquistano i bollini giornalieri o settimanali, in Germania la percorrenza è gratuita in virtù di una tassazione preventiva per ogni possessore d’auto o moto (variabile a seconda della cilindrata). Da noi risulta difficile applicare tale formula poiché le varie tratte sono private, ma potremmo almeno introdurre il «telepass» obbligatorio su ogni veicolo, riservando l’unica corsia di pedaggio esclusivamente agli stranieri...
Quanti meno ritardi, stress, incidenti e inquinamento ambientale otterremmo? Buona parte degli attuali impiegati ai caselli potrebbe essere adibita a compiti ben più importanti e gratificanti (segnalazioni di emergenze e guide scorrette, manutenzione di aree di sosta e via dicendo). In Germania è in fase di sperimentazione un sistema Gps che registra automaticamente i chilometri autostradali percorsi dai camion (il mezzo che più di ogni altro ostacola e rende pericoloso il traffico), con l’obiettivo di estenderlo anche ai mezzi privati. Il tutto al fine di fissare una tassazione più equa per chi percorre migliaia di chilometri in autostrada, rispetto a chi non si muove dalla propria città. Questo è il futuro delle «vie di terra», da un lato per garantire sicurezza e scorrevolezza del traffico su gomma, dall’altro per disincentivare fiscalmente l’uso indiscriminato dell’automobile.