Autostrade firma una pace da 7 miliardi

da Milano

Bastone e carota nella nuova convenzione unica firmata ieri tra Autostrade e l’Anas, che prevede nuovi investimenti per 7 miliardi di euro, come pure sanzioni e penalizzazioni se non saranno rispettati i programmi di lavoro. Ma prevede anche una diversa formula tariffaria legata all’inflazione degli ultimi dodici mesi e all’esecuzione degli investimenti. È l’atto finale che sancisce la pace tra il gruppo che fa capo ai Benetton e il ministro Di Pietro (che ha espresso «grande soddisfazione») e chiude mesi di querelle anche pesanti. Il documento di accordo è già stato inviato alla Commissione Ue. In ogni caso, se dobbiamo dare retta alla Borsa, la carota supera il bastone, visto che il titolo di Atlantia, la capogruppo che controlla Autostrade, ieri ha registrato un rialzo del 2% a 25,9 euro.
Da notare che la convenzione, stando a un comunicato dell’Anas, prevede la conferma degli impegni di investimento sottoscritti nel ’97 e con l’Atto aggiuntivo del 2002. A questo si aggiunge l’impegno a progettare terze e quarte corsie, oltre a migliorare gli svincoli di accesso e uscita per 7 miliardi. Indirettamente arriva purtroppo anche una conferma: in Italia non è prevista la costruzione di nessuna autostrada nuova, ma solo il miglioramento delle esistenti. E questo per una vecchia legge, mai abrogata, che blocca l’apertura di nuovi tratti.
La contropartita è la diversa tariffazione, legata all’inflazione e agli investimenti: un incentivo ad accelerare i lavori, dopo le polemiche sui ritardi tra ministro e concessionaria. In sostanza, gli automobilisti viaggeranno meglio, ma pagando più caro. Resta da capire se le tariffe verranno elevate solo sui tratti con le corsie aggiuntive o gli aumenti saranno generalizzati. Va però detto che l’Anas avrà il potere di applicare sanzioni e penali se Autostrade non rispetterà gli obblighi che si è assunta, e sempre la società dovrà dare garanzie patrimoniali sull’esecuzione delle opere non completate. Quanto ai lavori previsti dalla Convenzione del ’97 e dall’Atto aggiuntivo del 2002, Autostrade dovrà assumersi tutti i sovraccosti necessari per il completamento delle opere. E anche la qualità dei lavori andrà a incidere ai fini di eventuali penalità.
Insomma, se per gli automobilisti ci saranno vantaggi e maggiori costi, per Autostrade ci saranno tariffe più alte, ma impegni più stringenti. Sempre che la Convenzione funzioni, visto che le due precedenti (del ’97 e del 2002) evidentemente avevano lasciato qualche punto in sospeso.
Soddisfatti i sindacati, che con gli impegni presi da Autostrade vedono arrivare nuovo lavoro e nuova occupazione: «L’intesa è fondamentale per poter sbloccare l’importante piano di investimenti che assommerà a sette miliardi per i prossimi cinque anni. Il tutto, in un quadro di regole più certe consentirà di intervenire su parecchi nodi che strozzano oggi la mobilità del Paese e che non potrebbero essere affrontati con le scarse risorse dello Stato» hanno dichiarato i segretari confederali.