Autostrade, il Garante: tariffe su, investimenti no

La Vigilanza chiama in causa le concessionarie. Di Pietro: qualcuno si ricreda. E Pecoraro Scanio dice ancora no: prima del Corridoio tirrenico mettere in sicurezza l'Aurelia

Roma - Nel corso del quinquennio 2000-2005 «si è avuto un incremento tariffario molto superiore all’inflazione, in assenza di tutti gli investimenti previsti nei piani». Così il presidente dell’Autorità sulla vigilanza dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, Luigi Giampaolino, nel corso della sua relazione annuale richiama indagini passate per sottolineare gli scarsi investimenti in infrastrutture di Autostrade. Si osserva adesso così come allora, «un aumento dei ricavi a causa della sottovalutazione dei volumi di traffico all’atto della sottoscrizione delle convenzioni di concessione».

Il presidente Giampaolino ricorda inoltre l’indagine condotta dalla sua Autorità di vigilanza con la quale si rilevò «che le subconcessionarie non hanno rispettato la percentuale massima prevista dalla legge per quanto riguarda gli affidamenti a imprese proprie e/o controllate, con grave lesioni degli obblighi di legge e del bene della concorrenza e del mercato in questo importante settore».

Di Pietro: ora qualcuno si ricreda... «Questa è una precisa denuncia che quando l’ho fatta io sembrava fosse un atto irriguardoso della libertà di mercato. Ora che lo fa l’Autorità mi auguro che invogli qualcuno a rivedere le proprie posizioni di arroganza». Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, commenta così la relazione del presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici Giampaolino, che denuncia incrementi tariffari di Autostrade in assenza di investimenti.

E Pecoraro Scanio dice no al Corridoi tirrenico Intanto il ministro dell'Ambiente, il verde Pecoraro Scanio riattizza la polemica sulla annoso completamento del Corridoio tirrenico in Toscana: ovviamente con un nuovo "no". «In un Paese normale - dice - se uno ha fatto 70 chilometri di messa in sicurezza e ne mancano 20 per completare l’ opera, prima di tutto fa quello e poi se ad altri piacciono le autostrade si discuta, però non si blocchi il completamento di quello che va fatto». «Per questo il ministero dell’ Ambiente - ha concluso Pecoraro Scanio - ha insistito che nel piano Anas ripartano i cantieri per completare gli ultimi 20 chilometri. La Regione Toscana poi deve trovare l’ accordo con la Regione Lazio, che non vuole l’ autostrada. Credo che in questo Paese si devono fare le cose per bene».