«Autostrade, i contratti non si cambiano in corsa»

Montezemolo trova sostegno a Bruxelles Abertis: lavoriamo ancora per la fusione

da Milano

Autostrade, è il giorno di Confindustria a Bruxelles. Dove Montezemolo interviene senza se e senza ma. «La nostra posizione su Autostrade è chiara: non si può cambiare un contratto in corso d’opera. Credo che questo sia un tema delicato che comporta anche la credibilità dell’Italia nei confronti di investitori e partner», ha dichiarato il presidente degli industriali, uscendo dall’incontro con la commissaria Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, che sugli ostacoli posti dal governo italiano alle nozze con Abertis ha aperto un dossier, e non ha intenzione di chiuderlo- come ha confermato il portavoce Jonathan Todd - anche se la fusione è stata per ora accantonata. Ma di Autostrade il presidente Montezemolo ha parlato anche con il commissario al Mercato interno, l’irlandese Charlie McCreevy, che pure ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia sul trasferimento delle concessioni autostradali.
Incontri positivi, secondo il presidente di Confindustria: «Ho avuto una sensazione - ha detto - che la nostra posizione avesse molti elementi di comprensione da parte dei nostri interlocutori». E cioè «siamo a favore di campioni europei, siamo a favore di campioni italiani, ma che siano forti al di fuori dell’Italia. Mi piacere citare l’esempio della Rizzoli, che è diventata il primo gruppo editoriale in Spagna».
La preoccupazione di Confindustria per gli investimenti è cruciale anche per Aiscat, l’associazione delle concessionarie, che ha già annunciato l’intenzione di fare ricorso, se necessario, contro le nuove norme per le concessioni. Ma per il presidente di Anas, Pietro Ciucci sono «critiche ingiuste e immotivate. Il nuovo sistema tutela gli utenti e non blocca gli investimenti». E in una nota afferma che «la nuova normativa sulle concessioni autostradali si prefigge di superare i limiti e le carenze manifestatesi nel passato assicurando, al contrario di quanto affermato, maggiore certezza e trasparenza al rapporto concessorio» e di conseguenza «non preclude agli operatori privati un adeguato ritorno degli investimenti bensì intende escludere situazioni di remunerazione scollegate dall’attività esercitata».
Da Madrid, intanto, arriva la conferma che le nozze tra Autostrade e Abertis sono solo rinviate, ma non tramontate del tutto. «Gli azionisti hanno un forte desiderio di continuare il lavoro su questo progetto e la decisione dell'Unione Europea dovrebbe aiutare l'Italia a comprendere la logica dell'operazione», ha dichiarato ai giornalisti il direttore generale del gruppo spagnolo Josep Martinez Vila. Già quest'anno? «Assolutamente». Il titolo Autostrade ha perso lo 0,49%.