Autostrade infernali, ma di chi è la colpa?

Dopo i recenti fatti tragici sulle arterie genovesi ci si interroga sui responsabili

Sono da anni un vostro affezionato lettore, ma tante scemenze in un unico articolo, non me le ricordavo proprio. Che l'ingegner Seghezza delle Autostrade decida di «chiudere» una galleria in pieno esodo per le vacanze, e non, è fuori dalla logica: non sarebbe meglio con urgenza chiudere i due buchi? Le Autostrade ben prima dell'ingresso nelle stesse dovrebbero avvertire quei poveri fessi di automobilisti che, magari, invece dell'autostrada è meglio passare dall’Aurelia. Inoltre, il vostro giornalista chiude l'articolo con «soltanto verso le 17 il traffico è tornato sulla strada della normalità». Dal centro di Genova ero partito alle 19.11 e sono arrivato a Pegli alle 21.10! Ma codesto signore la situazione l'ha vista o gliel'hanno raccontata?
Distinti saluti


Egregio signor Martini,
vediamo di mettere un po’ d’ordine nelle varie «scemenze». La chiusura della galleria era stata ordinata dalla Società Autostrade perché l’intera pavimentazione della galleria (e non soltanto due buchi) era all’aria. Visto che un motociclista si era già fatto male passandoci sopra, hanno deciso di chiuderla. Ovviamente sono d’accordo con lei quando dice che si doveva scegliere un altro momento per iniziare quei lavori (e l’ho anche scritto), ma ho solo descritto il fatto, non l’ho davvero condiviso. Per quanto riguarda invece l’aver vissuto quest’ennesima coda, le posso assicurare che anch’io ero in autostrada quel giorno. Al mattino ho impiegato esattamente due ore e mezza da Arenzano a Genova Ovest. Il discorso cambia per la sera. Verso le 18 la Società Autostrade ha diramato un comunicato nel quale si leggeva che, appunto intorno alle 17, il traffico si era avviato verso la normalità. Abbiamo quindi sentito la polizia stradale che ci ha confermato la notizia. Forse in quel momento la viabilità era un po’ più fluida, ma è stata solo un’illusione. Così abbiamo presa per buona una notizia palesemente fasulla. Quella sera, infatti, tornando ad Arenzano, ho avuto la bella sorpresa: nonostante i tabelloni elettronici non dicessero nulla, la coda iniziava già dalla galleria di Genova Ovest. Per farla breve, ho impiegato circa tre ore per rientrare, entrando ad Arenzano alle 23,45. E comunque, come ho poi accertato, anche l’Aurelia era un’unica interminabile coda. Solo che ormai, per motivi tecnici, non potevo più aggiornare l’articolo. Allora c’è da chiedersi perché la Società Autostrade non informi gli automobilisti con i pannelli elettronici e addirittura rilasci comunicati dal contenuto non affidabile. Anche noi, come lei, siamo ansiosi di conoscere la risposta.
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