Autostrade, via libera di Matteoli: "Limite a 150"

Il ministro
apre alla proposta della Lega di innalzare il limite di velocità a 150 chilometri orari nelle autostrade a tre corsie e dove è operativo il tutor. I consumatori frenano: "E' troppo pericoloso". Il Pd: "Messaggio negativo"

Roma - "Sono favorevole" alla proposta della Lega per innalzare il limite di velocità a 150 chilometri orari nei tratti autostradali a tre corsie e dove c’è il tutor. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, spiega di essere "stato sempre favorevole ad aumentare la velocità in alcune autostrade che hanno le caratteristiche adatte come le tre corsie e il tutor". Ma le associazioni dei consumatori frenano: "E' troppo pericoloso".

Il limite di velocità Il ministro Matteoli apre alla proposta della Lega, ma nega la possibilità di estenderla a tutte le auto, solo "per quelle che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari. Certo non le piccole auto". Il testo del disegno di legge che azzera il livello di alcol nel sangue per i neopatentati, spiega Matteoli, "dovrà comunque tornare alla Camera, perchè sono state apportate alcune modifiche". "Anche alla Camera, dove c’è stata unanimità sul testo, c’era stata una proposta in tal senso. Poi era stata stralciata per licenziarlo all’unanimità - ha continuato il ministro - non mi scandalizza che alcuni non siano favorevoli a questa proposta. Ma non mi sembra scandalosa la proposta della Lega".

I consumatori contrari "Siamo contrari ad aumentare i limiti di velocità a 150 Km orari in autostrada. È pericoloso. Anzi bisognerebbe fare regole più stringenti per prevenire gli incidenti stradali e verificare la sicurezza delle auto", ha commentato il segretario dell’Adusbef e senatore dell’Idv, Elio Lannutti, spiegando che "la velocità è indice di insicurezza, senza contare il maggiore inquinamento e l’incremento dei consumi". "Assolutamente contrario" anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: "Basta con questa cultura aggressiva in auto. C’è già un livello di maleducazione enorme e spesso anche il tutor viene ignorato". "Con questa liberalizzazione della velocità - ha, poi, continuato Rienzi - invece di andare a 150 Km orari, andranno a 170. Non ha senso. Dobbiamo comprendere che l’auto può diventare facilmente uno strumento di morte, altro che tre corsie".

Il "no" dell'Ania La Fondazione Ania per la sicurezza stradale ha sollevato non pochi dubbi sulla proposta. Secondo il segretario generale, Umberto Guidoni, sarebbe come "introdutrrre una forma di deresponsabilizzazione nei confronti degli utenti. Diciamo attenzione a questo provvedimento perché il messaggio sarebbe proprio quello di una scarsa attenzione al comportamento di chi guida. E la prima causa di morte sulle strade sono proprio i comportamenti degli automobilisti". Non solo, secondo Guidoni, ci potrebbero essere anche conseguenze in materia di incidenti stradali che non aiuterebbero un’Italia attualmente in "grave ritardo" e "molto indietro rispetto ad altri paesi" nell’obiettivo indicato dall’Unione europea di ridurre la mortalità sulle strade del 50% entro il 2010.

Il Pd: "Messaggio molto negativo"
"Il ministro Matteoli dà un messaggio negativo in un paese in cui non c’è cultura della sicurezza stradale. Sono poche le strade che hanno le caratteristiche da lui stesso indicate per permettere l’innalzamento dei limiti di velocità, cioè tratti a 3 corsie e con il tutor, ma, soprattutto, non mi pare proprio che questa sia una priorità. In Italia l’eccesso di velocità e l’abuso di alcool e droghe al volante sono ancora tra le prime cause di morte sulle strade. Si faccia prima una seria politica di educazione e prevenzione, poi se ne riparla". Lo ha detto Silvia Velo, deputata del Pd e vicepresidente della commissione trasporti di Montecitorio, replicando alle affermazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.