Autostrade, martedì la procedura d’infrazione

Il numero uno di Abertis: decisivo per la fusione il lavoro della Commissione europea

da Milano

Il commissario europeo per il Mercato interno Charlie McCreevy proporrà martedì prossimo, 14 novembre, nel corso della riunione settimanale della Commissione, l'avvio di una procedura d'infrazione contro l'Italia per le misure adottate nell'ambito dello stop alla fusione tra Autostrade e Abertis. McCreevy aveva annunciato due giorni fa la sua intenzione di procedere, ma non aveva specificato la data. «Gli uffici del commissario stanno preparando la procedura per la settimana prossima, in modo che il Collegio dei commissari possa decidere martedì prossimo», ha spiegato il suo portavoce Oliver Drewes.
Nel mirino del commissario c'è l'articolo 12 del decreto fiscale collegato alla Finanziaria, quello che riscrive le norme sulle concessioni autostradali. Dopo che nei giorni passati da parte di un esponente del governo, il sottosegretario all'Economia Antonangelo Casula, era giunta un'apertura sulla possibilità di una modifica, il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro ha messo in chiaro che l'articolo «non si cambia».
Se le misure adottate - nella fattispecie l'articolo 12 - non fossero ritenute «proporzionate» all'obiettivo e «compatibili con il regolamento sulle fusioni», il commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes, potrebbe scegliere di passare alla tappa successiva della procedura speciale riservata alle violazioni dell'articolo 21 sulla competenza esclusiva della Commissione in materia di fusioni transfrontaliere. Per ora infatti il dossier è stato «sospeso» e non chiuso, in attesa di fare chiarezza sulla questione delle concessioni. Il capitolo successivo della procedura Ue implicherebbe una decisione giuridicamente vincolante per il governo italiano.
Nel frattempo da Madrid l'ad di Abertis, Salvador Alemany, che all'inizio di questa settimana è stato a Bruxelles, ha ribadito «l'intenzione di terminare» la fusione entro fine anno, complimentandosi con il lavoro «determinante» svolto dai funzionari dell’Unione Europea per garantire la libera circolazione dei capitali nel territorio Ue.