«Autostrade, le norme sulle concessioni non vanno cambiate»

Il ministro Di Pietro pronto ad andare a Bruxelles. La società: i ritardi negli investimenti legati alla variante di valico

da Milano

Continua il muro contro muro tra Roma e Bruxelles sull'articolo 12 del decreto fiscale collegato alla Finanziaria, quello che riscrive le norme sulle concessioni autostradali e su cui il commissario europeo Charlie McCreevy si prepara ad avviare una procedura d'infrazione. Dopo che martedì da parte di un esponente del governo era giunta un'apertura sulla possibilità di una modifica, ieri il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro ha messo in chiaro che l'articolo «non si cambia», dicendosi pronto ad andare a Bruxelles. Una nuova visita del ministro alla Commissione è stata auspicata anche dal portavoce di McCreevy, Oliver Drewes, che ha ribadito con fermezza il messaggio del commissario: «Il decreto mette dei limiti indebiti al libero movimento di capitali e crea incertezza sulle condizioni di una fusione». Non a caso il Wall Street Journal ha titolato ieri «Posto di blocco per l’Italia sul caso Autostrade».
Dunque all'indomani della decisione del capo dell'Antitrust Ue Neelie Kroes di sospendere il dossier aperto il 18 ottobre per lo stop alla fusione Autostrade-Abertis, le acque non si sono calmate. Se le misure adottate - nella fattispecie l'articolo 12 - non fossero ritenute «proporzionate» all'obiettivo e «compatibili con il regolamento sulle fusioni», Kroes potrebbe scegliere di passare alla tappa successiva della procedura speciale riservata alle violazioni dell'articolo 21 sulla competenza esclusiva della Commissione in materia di fusioni transfrontaliere. Per ora infatti il dossier è stato «sospeso» e non chiuso, in attesa di fare chiarezza sulla questione delle concessioni. Il capitolo successivo della procedura Ue implicherebbe una decisione giuridicamente vincolante per il governo italiano.
Continua, intanto, anche il botta e risposta tra il ministro Di Pietro e Autostrade. La società ha ieri ribadito di aver fornito all'Anas «sin dallo scorso mese di maggio, la documentazione richiesta dalla stessa Anas e ritenuta necessaria», per il progetto di fusione con gli spagnoli di Abertis. La stessa documentazione è stata fornita al ministero dell’Economia il 4 agosto. E riguardo agli investimenti, il gruppo è tornato a ribadire che i ritardi registrati rispetto al piano, e legati in particolare ai lavori per la variante di valico, sono dovuti a cause esterne, e che per la società non hanno comportato alcun vantaggio ma, al contrario, maggiori costi rispetto alle previsioni di spesa che al termine dei lavori potrebbero superare i due miliardi.