Autostrade, nuova stangata dalla Ue

Emma Bonino: è un gran brutto giorno, ora spero in un atteggiamento più collegiale dell’esecutivo Abertis: siamo soddisfatti

da Milano

La stangata da Bruxelles al governo sul caso Autostrade è arrivata, come previsto. La Commissione europea ha dato il via libera alla seconda procedura di infrazione, in quanto lo stop alla fusione con Abertis rappresenta «una violazione» delle norme di concorrenza comunitarie. Quindici giorni il tempo a disposizione per la replica: «Se le autorità italiane riescono a convincerci che le misure prese sono compatibili con la nostra competenza esclusiva, allora non procederemo oltre: altrimenti, la bocciatura sarà definitiva» ha detto Jonathan Todd, portavoce di Neelie Kroes, commissario alla Concorrenza. E la Commssione, a quel punto, potrà assumere una decisione legalmente vincolante per l’Italia, chiedendole di ritirare le misure contestate.
Un rischio che non preoccupa il ministro Di Pietro: «Oggi non c’è stata nessuna sentenza - sostiene -. Con rispetto risponderemo all’Unione Europea ma questa non inciderà in alcun modo su ciò che non c’è stato, cioè la fusione: qualunque sia la decisione, sarà lasciata all’archivio della storia». Il governo ha ormai deciso, ribadisce Di Pietro, e sarà lo stesso premier, Romano Prodi, a chiarirlo una volta per tutte: «È ora che su questa richiesta formulata da Bruxelles si esprima il presidente del Consiglio visto che è indirizzata al governo italiano», ha concluso il ministro delle Infrastrutture.
Completamente opposto, come sempre su questa vicenda, l’atteggiamento della collega agli Affari Europei, Emma Bonino, che proprio ieri ha incontrato la Kroes, sia pure - ha tenuto a precisare - senza affrontare l’argomento Autostrade. E non è stato «un gran giorno», ha detto: «Mi auguro però che queste spiacevolezze diano avvio a una fase di attività del governo più collegiale e pacata. Voi capirete perché mi fermo qui», ha scandito infine il ministro, rivolta ai giornalisti: che ovviamente hanno capito benissimo a chi pensava. «Speriamo - ha aggiunto la Bonino - che l’Italia utilizzi bene questi quindici giorni e che il dossier sia archiviato».
In realtà, come ha ricordato la Commissione in una nota a firma di Neelie Kroes, già in ottobre era stata aperta la prima procedura d’infrazione, con una valutazione preliminare come quella di ieri, a causa dello stop del governo italiano alla fusione, che invece aveva avuto il via libera da Bruxelles a settembre. La Commissione aveva poi sospeso la decisione, grazie alla documentazione fornita personalmente dal ministro Di Pietro. Ma ora il verdetto è decisamente negativo: l’Italia ha violato la normativa europea antitrust, non autorizzando il trasferimento della concessione autostradale alla società che sarebbe nata dalle nozze italo-spagnole. «Questa è una fusione di dimensioni europee che ricade nella competenza esclusiva della Commissione sotto il regolamento fusioni comunitario», afferma la nota. E per questo Bruxelles contesta all’Italia di avere invece adottato misure, come appunto la nuova legge sulle concessionarie, che di fatto hanno fatto saltare la fusione senza che la Ue fosse stata coinvolta. Proprio le nuove norme sulle concessioni, che hanno reso indeterminabile il valore di Autostrade ai fini del concambio, sono state infatti indicate dalle due società come ostacolo insormontabile che le ha spinte, a dicembre, a rinunciare all’integrazione prevista.
In attesa che si pronunci sulla vicenda anche il commissario per il Mercato interno Charlie McCreevy - che il 14 novembre scorso ha avviato a sua volta una procedura di infrazione sul caso Autostrade - Abertis si dice «soddisfatta», perché l’azione della Ue è «una conferma che l’operazione tra le due società è di carattere europeo»: ora non resta che aspettare «come il governo italiano reagirà al pronunciamento Ue e quale sarà la sua interpretazione della risoluzione», ha concluso il portavoce della società spagnola.
A Piazza Affari il titolo Autostrade ha chiuso con un lieve calo dello 0,13 per cento.