Autostrade, Di Pietro «corregge» le regole Ue e Aiscat: non basta

La delibera del Cipe non risponde alle richieste di Bruxelles

da Milano

Autostrade, le «correzioni» alle regole tariffarie approvate da Di Pietro non bastano. Né all’Aiscat - l’associazione delle concessionarie guidata da Fabrizio Palenzona -, che le considera insufficienti, né alla Ue, che accusa il governo italiano di aver bloccato il mercato con la sua riforma del settore e attende chiarimenti in merito entro la fine del mese. Le modifiche alla delibera sulle concessioni autostradali, approvate ieri dal Cipe, stabiliscono sostanzialmente che le regole nuove si applicano solo alle nuove concessioni (ieri ne sono state firmate tre: Brescia-Padova, Cisa e Venezia-Padova) e, nel caso di concessioni già in corso, ai nuovi investimenti. Questi «paletti», secondo il ministro delle Infrastrutture, avrebbero dovuto essere sufficienti per rispondere alle contestazioni di Bruxelles e convincere le concessionarie, già pronte ai ricorsi, a passare «dagli uffici legali a quelli di progettazione». Ma così non è.
L’Aiscat, in una nota, boccia infatti il provvedimento, sottolineando che «il testo a sua conoscenza non risolve i problemi posti dal complesso della normativa così come evidenziato in sede comunitaria» e non supera quindi «l’attuale impasse», pur dicendosi disponibile a un tavolo di confronto con il governo. Nessun commento da Atlantia - la holding che controlla la maggiore delle concessionarie, Autostrade per l’Italia - ma ancora nei giorni scorsi il presidente Gian Maria Gros-Pietro ha ribadito che le azioni legali avviate contro la nuova regolamentazione saranno ritirate solo dopo aver raggiunto un accordo sulle modifiche alle regole sulle concessioni che finora hanno bloccato la ripresa del progetto di fusione con la spagnola Abertis. In Borsa il titolo ha chiuso in rialzo dello 0,84%.
Quanto alla Ue, non ha nessuna intenzione di accontentarsi delle risposte che Di Pietro afferma di avere già fornito in passato: la lettera del commissario al mercato interno Charlie Mccreewy con la richiesta di chiarimenti «è stata inviata da due giorni e sono sorpresa che sia già arrivata una risposta», replica con una punta d’ironia la portavoce della Commissione Amelia Torres, ribadendo che i chiarimenti richiesti dovranno «arrivare entro la fine del mese». E il ministro per le Politiche europee, Emma Bonino, le dà ragione: «La commissione Ue - afferma - ha sollevato una serie di quesiti che vanno oltre la modifica apportata alla delibera», che rappresenta solo il primo passo verso l’allineamento ai canoni richiesti da Bruxelles al sistema autostradale italiano.