Autostrade, Prodi si chiama fuori dalle nozze mancate

Il premier: «Nessun contrasto tra governo italiano e Abertis» E l’Anas annuncia che l’iter giudiziario va avanti

da Milano

Autostrade, è il giorno della politica. O meglio della «non-politica», visto che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha tenuto a precisare che il governo non ha avuto alcun ruolo nella mancata fusione con Abertis.
E l’ha detto da Bruxelles, dove ha negato di avere affrontato la questione con il suo omologo spagnolo José-Luis Zapatero: «Le imprese hanno preso le loro decisioni. Non c’è stato alcun contrasto tra il governo e Abertis. Il problema, come avevo detto, era italo-italiano», ha concluso il premier.
Ma i commentatori stranieri la pensano diversamente: a cominciare dal Wall Street Journal che nella rubrica «Breakingviews» riporta una immaginaria lettera, firmata da Zapatero, al collega italiano: «Estimado Romano, hai davvero un bel coraggio. Appena qualche settimana fa sei venuto a Madrid e hai rassicurato tutti che l’accordo tra la spagnola Abertis e la tua società autostradale aveva il disco verde. Ma tu e il tuo molesto ministro delle Infrastrutture avete messo così tanti ostacoli sulla strada della fusione che alla fine è saltata». Attento però, scrive «Wsj-Zapatero», non sono le aziende spagnole ad aver bisogno dell’Italia. Più tradizionale ma non meno severo il commento del Financial Times; in un editoriale eloquentemente intitolato «Una strada verso il nulla», afferma che la vicenda, oltre a danneggiare l’immagine dell’Italia presso gli investitori stranieri, solleva dubbi sull’efficacia dei poteri della Ue.
Intanto, Standard&Poor’s ha deciso di confermare, al livello «A» il giudizio a lungo termine su Autostrade e Abertis le cui prospettive, dopo le mancate nozze, sono state abbassate dal livello stabile a negative. Ma l’agenzia di rating internazionale avverte che i giudizi su Autostrade «potrebbero essere abbassati se i mutamenti» regolamentari in ambito autostradale «avranno un effetto materiale negativo il prossimo anno».
L’applicazione delle nuove regole per le concessionarie, fortemente volute dal ministro Antonio Di Pietro, prevede infatti l’adozione di una nuova convenzione dopo un iter che dura circa un anno. Nel frattempo non è chiaro se, per il 2007, Autostrade vedrà riconosciuti gli aumenti di tariffa richiesti, con inevitabili riflessi sulla capacità della società di realizzare gli investimenti programmati. «Pensiamo di non essere in grado di perseguire tali progetti di respiro internazionale per molti mesi», ha detto il presidente Gros-Pietro al Financial Times. Anas, comunque, ha annunciato che non intende fare sconti: l’iter giudiziario per i due miliardi di investimenti non realizzati va avanti. «La nostra iniziativa non è legata alla fusione di per sé - ha detto il presidente Pietro Ciucci -; abbiamo chiesto di accertare gli inadempimenti e le loro ragioni da parte della società Autostrade. Se accertati, abbiamo chiesto che si stabilisca un risarcimento». Stabile il titolo (meno 0,28%).