Autostrade, scontro Bonino-Di Pietro

L’ex Pm: «Cuccagna finita». La replica: «Non so di che parla. Evitiamo schiaffi dalla Ue»

da Milano

Di Pietro: «Nella gestione delle autostrade, la cuccagna è finita. A noi non interessa se si sposano o no Autostrade e Abertis». Bonino: «Il problema è che non riusciamo a far capire a Di Pietro che ognuno ha le proprie idee. Peccato che esista una griglia normativa dettata dall’Ue di cui facciamo parte».
Non si abbassa il tono della polemica, tutta interna al governo, sulla questione Autostrade-Abertis, e in particolare sul no della Ue al decreto su concessioni e tetto di voto ai costruttori. Una responsabilità che Di Pietro imputa alla Bonino e al suo atteggiamento «suicida» a Bruxelles: «Non so di cosa parla», replica il ministro delle Politiche comunitarie: «Il decreto lo hanno difeso i suoi funzionari».
Certo è che alla Ue «non è piaciuto» l’intervento del governo italiano, e anzi, per la Bonino, sarebbe meglio non aspettare nemmeno una decisione formale della Commissione: «Farsi dare degli schiaffoni da Bruxelles non aiuterebbe eventuali contrattazioni».
Anche l’Antitrust attende una risposta dalla Ue: «Abbiamo chiesto di accertare di chi sarebbe il controllo della nuova società» che dovrebbe nascere dalla fusione, ha spiegato il presidente dell’Autorithy, Antonio Catricalà. Non è chiaro se è un controllo congiunto o se gli italiani l'hanno perso: se fosse vera la seconda ipotesi, «la situazione sarebbe completamente differente - ha aggiunto Catricalà -. In questo caso posso comprendere le preoccupazioni del governo».
La decisione di Bruxelles, prevista per il 12 o il 18 ottobre prossimi, è attesa, naturalmente, anche da Abertis, i cui vertici hanno voluto mostrarsi fiduciosi e determinati. «Continuiamo ad andare avanti, non è cambiato nulla. Il lavoro con Autostrade prosegue e le vie del dialogo restano aperte: rispetteremo i tempi previsti per la fusione», ha detto l'amministratore delegato del gruppo spagnolo, Salvador Alemany.
Dal canto suo, l’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci, in un’intervista al quotidiano Finanza&Mercati, si è detto pronto a trattare con il governo «per migliorare trasparenza ed efficienza del sistema», ma senza toccare i criteri per la definizione delle tariffe per non compromettere la fusione. Poco mosso il titolo Autostrade a Piazza Affari (+0,67%).