Autostrade spaventa gli stranieri

da Milano

Il caso Autostrade sta diventando uno spauracchio per gli investitori, soprattutto stranieri. L’allarme arriva dal seminario organizzato dal Centro studi di Confindustria, una settimana dopo le mancate nozze tra la società italiana e la spagnola Abertis: uno stop voluto dal governo, che rischia di trasformarsi in boomerang per la progettata cessione di Alitalia. Apre le ostilità il vicepresidente Andrea Pininfarina: «È assurdo che il governo riveda un regime di concessioni già stabilito per ostacolare la fusione Autostrade-Abertis - dice -. Come possiamo pensare di attrarre investimenti esteri se il governo cambia le regole in corsa? Lo dico anche in funzione di vicende scottanti come quella di Alitalia». Non lo smentisce certo Emma Bonino, da sempre favorevole alla fusione Autostrade-Abertis, e per questo protagonista di dure polemiche con il ministro delle Infrastrutture. E che ora afferma: «Il problema non è se ho perso io contro Di Pietro, ma se ha perso il Paese. Forse nessuno ha letto con attenzione la stampa internazionale in questi giorni. Se ne ricava un quadro preoccupante perché il messaggio che emerge è: non venite a investire in Italia». Non è certo un incentivo, infatti, rileva ancora il ministro agli Affari europei, «evocare presunte volontà speculative e predatorie degli imprenditori stranieri». E ancora «dopo Autostrade anche British Gas dovrà rinunciare ai suoi investimenti? Abbiamo detto loro che fare il rigassificatore è un crimine contro l’umanità. E che ne sarà della possibilità che rilevanti investitori stranieri partecipino alla privatizzazione di Alitalia?». Da Milano - dove ha discusso con il presidente della Regione Formigoni sulla viabilità in Lombardia - Antonio Di Pietro non replica, preferendo rivolgersi alle concessionarie: «Devono decidere se vogliono sedere ai tavoli tecnici e realizzare le infrastrutture oppure vogliono rivolgersi ai tribunali; tutte e due le cose insieme non sono possibilì. Quindi o si va al Tribunale di Genova o si rinuncia a tutte queste cause che non servono a niente e si discute con il ministero e la Regione Lombardia». E conclude con un appello alla «pax istituzionale» per realizzare le infrastrutture autostradali. Intanto, il titolo soffre: a Piazza Affari ha chiuso in calo dello 0,23 per cento. A frenare Autostrade ha contribuito uno studio di Lehman Brothers, che ha tagliato il prezzo obiettivo a 24 da 26 euro, pur confermando il rating «overweight», tenuto conto della rinegoziazione dei termini della concessione e del quadro politico italiano.