In autunno spunteranno nuove tasse

Le stangate di autunno, dopo le dilapidazioni del presunto tesoretto (un falso in bilancio rappresentato dal furbesco occultamento di gettito) saranno, passate le ferie, le prospettive cui si troverà di fronte il governo Prodi, alla ricerca della copertura di 25 miliardi di spese.
Gli italiani subiranno così ulteriori sacrfifici, non solo per i rincari delle tariffe di luce e gas, ma anche per quelli dei servizi bancari, assicurazioni ecc.
Di fronte all’ostentato trionfalismo del «miles gloriosus» Prodi, e della sua sterminata corte ministeriale, questa è la dura realtà, che richiede una copertura di oltre 25 miliardi. Padoa Schioppa non sa dove trovarli, dopo essersi esposto con il «decreto di politica economica e finanziaria» (DPEF) e quello sul presunto «tesoretto».
Occorrerà perciò una stangata aggiuntiva, magari simulata da qualche marchingegno contabile, come prevede il Prof. Baldassari.
Tutto lascia prevedere che sarà così, il che renderà ancora più gravosa la pressione fiscale già al 42,3% del PIL, pressione che aumenterà di mezzo punto.
Il debito pubblico, anziché diminuire, crescerà per l’uso demagogico del tesoretto (o presunto tale) al 105,1%, rispetto al 104,7% del tendenziale.
Campioni europei per l’altezza (o l’abisso) del debito pubblico, aumenteremo questo primato, spalmando su ogni italiano (57 milioni) compresi i bambini, gli adolescenti ed i pensionati, un debito per ciascuno di 28.388 Euro!
Poiché parte del debito pubblico serve a pagare la spesa corrente (una spesa fatta per l’oggi e non per il domani) tutto questo va a danno di chi pagherà senza goderne, scaricando sulle giovani generazioni una politica radicalmente sbagliata, profondamente ingiusta ed immorale.
Viene malinconia, prima ancora che rabbia, ripensando alle illusorie promesse di buon governo fatte da Prodi e compari.
Non importa essere economisti per comprendere quanto diversa dalle promesse del DPEF del 2006 sia la realtà alla resa dei conti: non c’è stata la riduzione della spesa corrente primaria, che doveva avere, come priorità, i quattro comparti di spese eccessive, come la previdenza, la pubblica amministrazione, la sanità, e gli enti locali. Promesse (...)