Avanti così, col trio di fenomeni

Partita rubata? Non esageriamo col buonismo. Ben altri sono i furti (per informazioni chiedere ai piani superiori). Non abbiamo giocato bene, è vero, ma ricominciamo da tre. Come le vittorie consecutive, dopo tre disfatte. Come i gol vendicati, quelli laziali nella partita d’andata. Ma soprattutto tre come i nostri fenomeni.
A Bologna avevamo fatto una preghiera: se la tempesta di neve fosse stata un’avvisaglia di glaciazione universale, sull’Arca di Cesare (Prandelli) - senza speranza di perpetuare la specie, certo, ma di salvare la stagione - avremmo caricato due fuoriclasse. Sebastian Frey intanto. Solo una «papera» finora, innocua, e rimediata da par suo. Poi tante opere d’arte, anche ieri. Una dozzina di punti sono tutti suoi. Più o meno quelli che a occhio e croce avrà cavato dal buco di una stagione nera – per infortuni vari – l’altro esemplare raro da imbarcare: Adrian Mutu.
Ma poi come si può lasciare a terra il terzo, di fenomeno? Come chi? Il nome lo trovate su tutti i tabellini: Alberto Gilardino. Lo so: a rigor di vocabolario calcistico qualcuno storcerebbe la bocca a parlare di fuoriclasse, però calcolatrice alla mano cambierebbe idea. Tre però sono anche i gol rifilati al Genoa da una Roma sempre più incalzante. E domenica con i “grifoni” si vedrà se resteremo in tre anche a contenderci il quarto posto in Champions. Senza rubare.