Avanti tutta dopo i guasti di Prodi

Nella sua pur breve e tempestosa esistenza il governo Prodi un risultato l’aveva raggiunto: soddisfare le richieste degli ambientalisti più intransigenti e bloccare i lavori della Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione. Un’opera indispensabile a inserire l’Italia nei grandi flussi del traffico merci e passeggeri. L’esecutivo di sinistra stava mandando all’aria tutto. Ora la musica è cambiata. «Poche settimane fa - ha raccontato ieri il premier Berlusconi al giornalista del «Figaro» - il mio governo ha confermato il commissario Mario Virano alla presidenza dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione. Intendiamo accelerare il lavoro per completare il Corridoio 5. L’Alta Velocità era nel nostro programma elettorale, c’è pieno accordo nel governo, quindi la Torino-Lione si farà». E così accadrà con il Ponte sullo Stretto: «Abbiamo riaperto tanti cantieri chiusi dal precedente governo tenuto sotto ricatto dal fanatismo ambientalista» ha detto soddisfatto il premier.