Avati torna all’horror con «Il nascondiglio»

Tra i film in uscita per il fine settimana anche «L’abbuffata» di Calopresti con Diego Abatantuono e Nino Frassica

Ritorno alle origini per Pupi Avati. Dopo 30 anni l’autore de La casa dalle finestre che ridono firma il nuovo horror Il nascondiglio, interpretato da Laura Morante e ambientato nello Iowa in un lugubre maniero infestato da strane presenze. Una donna appena dimessa da una casa di cura dopo 15 anni di degenza decide di affittare lo stabile per trasformarlo in ristorante, ma non sa che nell’inverno del ’57 quella dimora, rimasta chiusa per mezzo secolo, è stata teatro di efferati omicidi. Nel cast Treat Williams e Burt Young (in 18 sale). Quattro amici e un sogno da realizzare: girare un film. È il soggetto de L’abbuffata di Mimmo Calopresti, commedia che racconta, con lampi di poesia e atmosfere paesane, l’amore per la celluloide. A Diamante, piccolo centro calabro, alcuni amici decidono di realizzare un film coinvolgendo tutto il paese, dal parroco al barista. Aspettando l’arrivo di una star del cinema che ha garantito la sua presenza sul set, in paese fervono i preparativi per la festa d’accoglienza. Con Gérard Depardieu, Diego Abatantuono, Nino Frassica, Paolo Briguglia, Donatella Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi (Andromeda, Roma, Eden, Cineland, Fiamma, Gulliver, Ugc Parco Leonardo). All’Azzurro Scipioni oggi alle 18.30 sarà proiettato Arrivederci ragazzi di Louis Malle (Sala Chaplin). La pellicola, Leone d’oro a Venezia nell’87, ispirata da un fatto realmente accaduto al cineasta, filma il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Al collegio Sainte-Croixe l’inverno del ’44 passa tra liberatorie corse nel bosco e letture proibite (Mille e una notte) finché una denuncia anonima segnala alla Gestapo la presenza nella scuola di tre ragazzi ebrei. Alle 22.30, sempre nel cinema di via Scipioni 82, stasera Hiroshima mon amour di Alain Resnais, con Emmanuelle Riva e Eiji Okada. Sceneggiato da Marguerite Duras sulla scorta di un suo romanzo, il film è considerato pietra miliare della Nouvelle Vague. Costruito a incastri e flashback, narra i due amori (uno finito in modo tragico, l’altro destinato a sfumare in ricordo) di un’attrice francese che deve girare un film pacifista in Giappone.