Avellino, dodicenne suicida dopo rimprovero

Si è gettato dal balcone dopo un rimprovero da parte della madre e del padre

Avellino - È morto sul colpo il bambino che stamattina si è lanciato dal quinto piano della sua abitazione nel centro di Avellino: un volo di venti metri che non ha lasciato scampo al bambino, che si stava preparando per andare a scuola. Poco prima delle otto la mamma gli rimprovera di non essersi cambiato gli slip. Il ragazzino risponde: "Vuoi vedere come mi butto dal balcone?" e in pochi istanti lo fa. Una tragedia inaspettata in un giorno come gli altri, nell’ordinaria concitazione di una famiglia come tante che alle 7.40 si preparava ad uscire. Una bizza infantile che diventa ostinazione e sfida. "Vuoi vedere come mi butto dal balcone" ha detto alla madre prima di correre nel corridoio, entrare in camera da letto e lanciarsi dal balcone. Tutto in pochi secondi, che non sono bastati al padre del bambino, stimato funzionario in servizio presso la prefettura di Avellino, ad afferrarlo prima che volasse giù e cadesse sul selciato della traversa di via Tagliamento. Il bambino, che ha un fratellino di nove anni, frequentava la seconda media alla scuola "Dante Alighieri". Aveva un buon rendimento scolastico e gli insegnanti, sconvolti dal dolore, lo ricordano come un ragazzo solare, intelligente, appassionato di computer. Un fascicolo con le prime indagini svolte dagli agenti della polizia giunti sul posto poco dopo la tragedia, è stato aperto dal pm della procura di Avellino, Rosa Salvatore, che nelle prossime ore dovrebbe ascoltare i genitori del bambino, distrutti dal dolore.