Dopo aver cancellato Craxila sinistra milanese dedicauna via a Enrico Berlinguer

La Giunta Pisapia dà il via all'iter per intitolare una via o una piazza all'ex segretario Pci. Ne loda la spinta moralizzatrice, ma dimentica i legami (economici) col Cremlino

Per il momento la targa non c'è ancora, ma già l'intenzione di dedicare una via, o più probabilmente una piazza, a Enrico Berlinguer fa discutere. L’iter per l’intitolazione è, comunque, già partito. Esulta chi ha firmato la petizione sulla pagina Facebook dedicata all'ex segretario del Partito comunista che morì a Padova l’11 giugno 1984 dopo essersi accasciato sul palco durante un comizio. A darne l'annuncio è stato l’assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris. E subito tornano alla mente le polemiche che hanno portato l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti a fare retromarcia sull'intitolazione all'ex segretario del Partito socialista Bettino Craxi.

Non sapendo a chi comunicare la notizia, la De Cesaris ha optato per scriverla sulla pagina Facebook dedicata all'ex segretario del Pci: "Volevo comunicarvi che stiamo lavorando per intitolare una nuova Piazza a Enrico Berlinguer". Per il momento non si sa dove. In realtà la petizione, che l’assessore della Giunta Pisapia ha confessato di non aver ancora visto, chiedeva proprio "l’intitolazione di una via, una piazza o un parco dentro la cerchia dei Bastioni o in alternativa l’intitolazione a lui del parco agroalimentare che sorgerà con l’Expo".

E' bastata la notizia del via libera all’iter di intitolazione per incassare centinaia di commenti positivi. "Dopo 27 anni - hanno scritto i promotori della raccolta firme - è giunto il momento che Milano riconosca ad Enrico Berlinguer quell’onestà e quel rigore morale che gli sono sempre stati riconosciuti, anche dagli avversari". "Meno male, rabbrividivo all’idea di una piazza Craxi", ha commentato uno dei fan. Proprio le ipotesi di intitolare a Bettino Craxi di una via o di una piazza a Milano aveva infatti scatenato polemiche così violente che le iniziative si sono poi arenate. Per Berlinguer, padre della "diversità morale" della sinistra, è tutto un altro paio di maniche. Perché certi momenti storici del Pci è sempre meglio dimenticarli. Anni cui l'asse (anche economico) tra Botteghe Oscure e la stanza del compagno Ponomariov al Cremlino era ben saldo. In quelle stanze, come raccontava anni fa Paolo Guzzanti sul Giornale, "Gianni Cervetti (è lui che lo racconta) andava almeno ogni anno ad incassare una valigia di dollari che poi Cossiga si preoccupava di far cambiare Oltretevere nella banca dello Ior, sotto l’occhio attento ma non ostile della Cia alla quale importava soltanto che i dollari non fossero falsi". Altri tempi. D'altra parte, anche quando certi fatti sono piuttosto recenti (non da ultimo la bufera che ha sbattuto a terra l'ex braccio destro di Pierluigi Bersani, Filippo Penati) vengono dimenticati in un sbattere di ciglia. Per questo ben venga, piazza Enrico Berlingue: 1922-1984, "politico moralizzatore".