«Per avere stile non copiate le mode»

Stranieri in aula? «I bimbi vedono negli altri persone con uguali diritti»

«Lo Spirito Santo vi aiuti sempre a saper riconoscere i falsi modelli della vita e a essere veri eroi della vita quotidiana». L’augurio del cardinale Dionigi Tettamanzi raggiunge i cinquantamila giovani che riempiono i tre anelli dello stadio di San Siro. L’occasione è l’incontro con i cresimandi del 2008 e a loro spiega regole e tendenze dello «stile cristiano». L’arcivescovo, fermandosi con i giornalisti prima di entrare al Meazza, ne ha approfittato anche per parlare di immigrazione e accoglienza: «La strada dell’integrazione è faticosa ma è l’unica pienamente umana». L’ottimismo sul futuro si fonda sui giovani: «Dobbiamo avere fiducia perchè sono proprio i piccoli, gli alunni delle scuole, i ragazzi degli oratori quelli che hanno una capacità di vedere negli altri non degli avversari ma delle persone uguali a noi con gli stessi diritti».
Le parole ai cresimandi hanno avuto al centro un invito a non cedere al conformismo e ai valori dominanti proposti dalla società: «Siate attenti, siate vigilanti. Ci sono alcuni che nella vita pensano di stare bene e di diventare grandi seguendo i consigli di chi ha potere, soldi e successo, o di chi propone conquiste facili nell’amore, nel lavoro, nella celebrità. Non lasciatevi illudere». Quindi un elogio del modo di vivere la quotidianità di chi segue «senza paura e senza incertezze» l’esempio di Gesù: «Noi cristiani autentici non riempiamo le pagine dei giornali alla moda, ma impariamo dal Signore a vivere con grande stile le giornate normali e le cose di sempre».
Al centro della veglia di preghiera il Vangelo di Luca, dove si racconta il ritrovamento di Gesù nel tempio di Gerusalemme. «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» risponde dodicenne alla madre e al padre che erano preoccupati perché non riuscivano più a trovarlo. Commenta il cardinale: «In questa nostra bellissima e gioiosa veglia di preghiera stiamo ripercorrendo le tappe per crescere, anche noi come Gesù dodicenne, in sapienza, età e grazia, davanti a Dio e agli uomini. Sono le tappe che dovranno guidare le nostre scelte da ora in poi». Diventare grandi, è la lezione del cardinale ai giovani, significa esserlo «nell’amore che sa servire con gratuità e perdonare con generosità; grandi nella gioia di condividere, soprattutto con i più poveri, i beni e le cose belle della vita; grandi nell’impegno sereno e coraggioso per combattere le ingiustizie e le miserie e per difendere il valore della vita di ogni persona». A partire da coloro che sono immigrati.