Avetrana, il medico legale: "Lo zio killer? Seri dubbi" Tutti i sospetti su Sabrina

In nottata si è conclusa l'udienza del Riesame. Consegnata la perizia autoptica: "Sarah strangolata con una cintura larga 2,6 centimetri per due o tre minuti". Il medico: "Lo zio troppo impacciato nel ripetere il delitto"

Taranto - Il medico legale inchioda Sabrina e allevia le responsabilità del padre Michele. "Per le modalità con le quali Sarah Scazzi sarebbe stata uccisa lo zio ha avuto un tale impaccio da far dubitare che possa aver commesso il delitto". Lo scrive il medico legale Luigi Strada nella relazione preliminare della perizia autoptica, relazione consegnata alla procura di Taranto.

La simulazione I dubbi sorgono durante la seconda visita medica a Misseri, il 25 ottobre. "Abbiamo invitato il Misseri - scrive il medico legale - a ripetere le modalità con cui ha aggredito Sarah fornendogli un foulard arrotolato a mo' di fune". Com'é possibile osservare in una sequenza di foto e in un filmato allegato alla relazione, spiega Strada, "si nota una certa incertezza nelle azioni e approcci al collo della vittima del tutto diversi da quello che ripropone il reperto anatomo-patologico. Solo alla fine, dopo aver avuto suggerimenti dal sottoscritto (Strada, ndr), il Misseri riesce a posizionare il foulard in modo corretto pur effettuando uno scambio di mani sulle due estremità che mettono in dubbio la presa e la rapidità di azione di un evento omicidiario".

L'arma del delitto Sarah è morta in due-tre minuti per asfissia da strangolamento. L'assassino ha usato una cintura larga 2,6 centimetri circa, "con oscillazioni che vanno da 2,4 a 2,8 centimetri", che ha lasciato un solco sul collo della quindicenne: è uno degli altri dati che emerge dalla relazione preliminare alla perizia autoptica. La relazione, in tutto una dozzina di pagine comprese alcune foto della vittima, è stata depositata nel corso della seconda udienza del tribunale del Riesame di Taranto che dovrà decidere sul ricorso presentato dalla difesa di Sabrina Misseri, che chiede la scarcerazione della 22enne cugina di Sarah Scazzi. L'indagata è accusata di sequestro di persona e concorso in omicidio.

La prima confessione Era stato Michele, anche lui in carcere e protagonista di questa inchiesta dalla prima confessione alla chiamata in correità della figlia sino ad addossarle la totale responsabilità materiale del delitto, a indicare nell'ultimo interrogatorio del 5 novembre scorso in una cintura l'arma del delitto e non in una corda come indicato sin dal primo momento. Il contadino aveva però fatto riferimento esplicito a una cintura custodita nel bagagliaio della sua Seat Marbella, sotto la ruota di scorta. Ma questa cintura è larga 3,3 centimetri e sarebbe incompatibile con le tracce rilevate sul collo di Sarah. Forse per questo motivo, oltre a questa cintura, i carabinieri ne hanno sequestrate altre 49, da uomo e da donna, trovate in casa Misseri. Saranno i carabinieri del Ris, dal 16 novembre prossimo, a dire con quale cintura è stata strangolata la 15enne.

Il Riesame L'udienza del tribunale del Riesame si è conclusa a tarda sera, dopo oltre sei ore di discussione nelle quali accusa e difesa hanno depositato una serie di documenti. La procura ha presentato un promemoria di una quindicina di pagine con gli elementi salienti emersi dalle indagini, l'ordinanza con la quale il gip Martino Rosati ha rigettato la richiesta di perizia psichiatrica su Michele Misseri e la relazione preliminare del medico legale. Il collegio difensivo aveva già consegnato nella precedente udienza di martedì scorso i risultati di indagini difensive contenenti cinque testimonianze che minerebbero, secondo i difensori, la credibilità di Michele Misseri e di Mariangela Spagnoletti. Ieri la difesa ha aggiunto una memoria di 31 pagine, una relazione della psicologa e psicoterapeuta Cinzia Gimelli, consulente di parte, sulla psiche di Misseri e le controdeduzioni di un medico legale di Torino, Enrico Risso, sulla relazione preliminare alla perizia consegnata da Strada. La decisione del tribunale sarà depositata entro sabato, dopo una camera di consiglio di non più di 48 ore.